Appennino riserva Biosfera, i sindaci a confronto per valorizzare luoghi

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Arriva a meno di un mese di distanza dalla decisione del Consiglio internazionale dell’Unesco-Mab, che ha approvato l’allargamento della Riserva Uomo e Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano, il “summit” che Confcooperative ha organizzato per domenica 10 ottobre a Busana.
Un confronto incentrato proprio sulle opportunità che derivano dalla nuova area Mab, che include 80 comuni rispetto ai 34 presenti prima del 15 settembre, si estende su 500.000 ettari (erano 200.000), interessa 370.000 abitanti (più del triplo di quelli coinvolti in precedenza) e che, nella nostra provincia, giunge alle porte del comune capoluogo.
Non a caso, dunque, il confronto in programma domenica avrà tra i protagonisti non solo i cooperatori e gli esponenti delle amministrazioni pubbliche montane provinciali, regionali e nazionali, ma anche alcuni dei nuovi “partners territoriali”, a partire dal sindaco del comune capoluogo, Luca Vecchi.

“Per dimensioni e peculiarità – sottolinea il direttore di Confcooperative Reggio Emilia, Giovanni Teneggi – la nuova Area Mab si presenta come una delle più importanti “aree vaste” del nostro Paese”.

Rappresenta un fatto di straordinaria rilevanza, ma anche una grande sfida, per le prospettive di sviluppo del nostro Appennino, che sarà incluso in una delle più importanti “aree vaste” del nostro Paese; questo, insieme ad opportunità da approfondire, comporta anche la responsabilità di integrare al meglio i diversi territori inclusi e, partendo dall’Appennino, di salvaguardare e valorizzare peculiarità, economie e storie locali, per far sì che le nuove opportunità siano diffuse, accessibili a tutti e non si registrino ulteriori strappi tra aree a forte sviluppo e territori più fragili, le cui risorse sono un patrimonio per tutti in una visione dello sviluppo che include abitabilità, servizi, coesione sociale”.

“La nostra cooperazione agricola, così come quella di comunità, quella sociale e di servizio alle persone, la cooperazione culturale e turistica, quella di credito e quella fra i giovani – osserva il presidente di Confcooperative, Matteo Caramaschi – è pronta a raccogliere questa sfida e a mettere in campo tutte le sue competenze e la passione che lega i cooperatori al territorio; per questo occorrono visioni, ma anche azioni concrete da parte delle amministrazioni pubbliche, per far sì che in un’area così vasta si moltiplichino le integrazioni e non si giunga a conflittualità o prevaricazioni”.

Di questo, dunque, si parlerà nella “Giornata della cooperazione montana” di domenica 10 ottobre, che insieme agli approfondimenti e alle riflessioni sullo sviluppo dell’area Mab riserverà ai cooperatori e agli ospiti anche momenti di convivialità, animazioni e incontri con le tradizioni d’Appennino.

Ai lavori del convegno (con inizio alle 11,00) interverranno Matteo Caramaschi (presidente di Confcooperative), Enrico Ferretti (neo-sindaco di Ventasso), Tiziano Borghi (presidente dell’Unione Appennino), Luca Vecchi (sindaco di Reggio Emilia), Fausto Giovanelli (presidente del Parco nazionale Appennino tosco-emiliano), Marco Bussone (presidente nazionale dell’Uncem – Unione nazionale comuni e comunità montane), Enrico Bini (sindaco di Castelnovo ne’ Monti e delegato Snai – Strategia Nazionale Aree Interne), Raffaella Mariani (sindaco di San Romano in Garfagnana), Teresa Capua (Snai Regione Emilia-Romagna), Pierlorenzo Rossi (direttore Confcooperative Emilia-Romagna), Erika Farina (consiglio di presidenza Confcooperative e referente per l’area montana).

Nell’ambito della giornata è prevista anche la firma della convenzione tra il Parco nazionale e Meridiano 361, la società di commercio equo e solidale legata alla cooperativa La Vigna creerà nel centro di Reggio Emilia uno spazio di valorizzazione della nuova Area Mab.



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