Amianto incendio Inalca Reggio, l’accusa di Fratelli d’Italia: “La maggioranza scappa dal confronto”

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Sono passati quasi otto mesi dall’incendio scoppiato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi nell’area del polo industriale di via Due Canali, a Reggio: il rogo devastò un edificio per la lavorazione di carni fresche di Inalca e un edificio di Quanta Stock&Go adibito a magazzino di alimenti, e sparse nella zona circostante – anche a centinaia e centinaia di metri di distanza – un ingente quantitativo di fibre di cemento-amianto provenienti dalla copertura dello stabilimento.

Un tema, quello della dispersione dell’amianto, che rimane di stretta attualità, anche sul fronte politico. L’11 settembre scorso, dopo un approfondito accesso agli atti, le forze di opposizione in consiglio comunale avevano richiesto la convocazione urgente delle commissioni consiliari competenti per fare chiarezza su quanto accaduto dopo l’incendio.

Da regolamento, la convocazione dovrebbe avvenire entro venti giorni dalla richiesta, “ma fino ad oggi abbiamo ricevuto solo silenzio”, ha denunciato il capogruppo di Fratelli d’Italia in Sala del Tricolore Cristian Paglialonga: “Eppure, solo pochi giorni fa ci era stato assicurato che la commissione si sarebbe tenuta il 31 ottobre”.

“Dagli atti che abbiamo ottenuto emergono due fatti gravi”, ha sottolineato il consigliere comunale anticipando i temi della discussione: “Che le bonifiche dichiarate ‘concluse’ non hanno eliminato la presenza di amianto, dal momento che frammenti sono ancora presenti sotto l’erba e nei cespugli delle aree riaperte al pubblico, e che il Comune ha speso 30.500 euro dal fondo di riserva per interventi di bonifica senza risolvere il problema”.

Ma, ha aggiunto il capogruppo di Fdi, “c’è molto altro nei documenti che abbiamo ottenuto, e lo diremo pubblicamente in commissione, quando la maggioranza si degnerà di convocarla. Ma forse è proprio questo che li spaventa. Ci chiediamo non solo perché sindaco e maggioranza vogliono evitare il confronto pubblico, ma anche perché agiscono con opacità e leggerezza, giocando con la salute dei reggiani”.

Per questo Fratelli d’Italia ha chiesto nuovamente – e pubblicamente – la convocazione immediata delle commissioni consiliari 1 (Assetto e uso del territorio, ambiente) e 6 (Innovazione, sviluppo economico, attività produttive e cultura della legalità), sostenendo la necessità che siano presenti sindaco, assessori, Ausl, Arpae e dirigenti competenti: “Per spiegare come sono state fatte le bonifiche, ad oggi uno spreco di risorse pubbliche che non hanno risolto il problema. Con la salute dei cittadini non si scherza”, ha concluso Paglialonga.



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