Nella mattinata di lunedì 11 dicembre il generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario alla ricostruzione post-alluvione in Romagna, e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna (con delega alla Protezione civile) Irene Priolo hanno incontrato a Sasso Marconi i sindaci dei Comuni (Sasso Marconi, Pianoro, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore e Bentivoglio) della zona della città metropolitana di Bologna interessati dall’alluvione dello scorso maggio.
È stato lo stesso Figliuolo a fare il punto della situazione, in particolare sul tema dei rimborsi, confermando l’esclusione di quelli per il cosiddetto “mancato fatturato”: “Capisco un’azienda che ha fatturato meno perché la strada si è interrotta”, ha chiarito il generale, “ma c’è un principio giuridico” che non prevede di processare questo tipo di risarcimento, motivo per cui dunque “non può essere compreso in nessuna delle ordinanze del commissario”.
“Capisco l’attesa da parte di aziende e privati”, ha aggiunto il commissario straordinario nominato dal governo, “e cercheremo di essere veloci così come abbiamo fatto per la ricostruzione pubblica, ma bisogna togliere questa idea”.
Quanto ai fondi disponibili, ad oggi la struttura commissariale ha una dotazione di 630 milioni di euro per la ricostruzione privata, a cui si aggiungeranno dal primo gennaio altri 700 milioni. “Sono pochi? Medi? Tanti? Non lo sa nessuno”, ha concluso il generale Figliuolo, indicando la priorità: “Dobbiamo cominciare a capire e a rimborsare” e assicurando che la piattaforma Sfinge “sta funzionando”. Dalle prima stime, poi, “partiremo per chiedere ulteriori nuovi fondi”.
Nel territorio bolognese l’alluvione di metà 2023 ha causato frane, smottamenti e allagamenti, accelerando l’erosione delle sponde dei torrenti Setta, Olivetta, Zena e Rio Maggiore in montagna e in collina; in pianura, invece, ha provocato la tracimazione degli argini del canale Navile e di altri canali consortili.






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