Oltre duecento tra operai e operaie di Interpump Group hanno votato a favore di un nuovo pacchetto di 40 ore di sciopero a difesa dell’attività sindacale, “per denunciare ogni volta che l’azienda non porterà rispetto alle Rsu, non risponderà a richieste o email, ogni volta che verrà messa in campo un’azione, piccola o grande, che delegittimerà le rappresentanze sindacali unitarie e la Fiom”, ha spiegato la Cgil dopo le assemblee sindacali organizzate dalla Fiom-Cgil negli stabilimenti di via Fermi e via Einstein, a Calerno, e di via Vico a Pieve.
Le 40 ore di sciopero – che si aggiungono alle 32 ore già effettuate per protestare contro il licenziamento del delegato sindacale Fiom Massimo Marigliano dopo una lettera di contestazione disciplinare – sono per il momento solo “potenziali”: saranno effettivamente utilizzate qualora si dovesse verificare una mancanza di rispetto, da parte dell’azienda, nei confronti dei lavoratori, delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie) o della stessa Fiom-Cgil – categoria sindacale alla quale fa riferimento oltre l’80% degli operai e delle operaie di Interpump.
Si tratta, insomma, di una sorta di “serbatoio di scioperi” che, come ha spiegato Fiom-Cgil, “non è obbligatorio utilizzare, ma che i lavoratori e le lavoratrici sono disponibili a mettere in campo perdendo salario per riaffermare il valore e la forza del sindacato in fabbrica”.
“Il sindacato si difende contrattando e lottando, stando uniti, questo lo sanno bene le lavoratrici e i lavoratori di Interpump”, ha sottolineato il funzionario della Fiom-Cgil Giovanni Prisco, che in questi ultimi giorni ha organizzato nove assemblee sindacali nei tre stabilimenti reggiani del gruppo: “Sono contento per la reazione dei lavoratori, che continuano a dimostrare una grande unità. Per noi è fondamentale che decidano in autonomia, che votino, che insieme alla Fiom la maggioranza dei lavoratori decida le rivendicazioni e le forme di lotta: per noi l’assemblea è sovrana”.
La battaglia per il reintegro di Marigliano, invece, “proseguirà nei tribunali”, ha spiegato Simone Vecchi, segretario generale della Fiom-Cgil di Reggio, “e nelle altre aziende in cui si svolgeranno scioperi di solidarietà”: nei giorni scorsi, infatti, le Rsu della Fiom hanno proclamato scioperi di solidarietà contro il licenziamento di Marigliano alla Dana Motion System di Reggio, alla Padana Tubi di Guastalla e (in quel caso insieme alla Uilm-Uil) all’Immergas di Lentigione.






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