A sei mesi di distanza dalla sua prematura scomparsa, soci, dipendenti e amici della cooperativa sociale Madre Teresa di Reggio hanno ricordato la psicologa Jara Bizzarri: mamma della piccola Ester e compagna del vicesindaco e assessore a scuola e servizi educativi, formazione professionale, giovani e cultura del Comune di Castelnovo ne’ Monti Emanuele Ferrari, era impegnata sul servizio di educativa domiciliare e di accoglienza dei richiedenti asilo della cooperativa sociale.
Nell’ultimo incontro in ospedale con la presidente della Madre Teresa Lisa Vezzani, Jara Bizzarri chiese di salutare una ad una le socie e le collaboratrici della cooperativa, una realtà che sentiva profondamente sua e alla quale ha lasciato in patrimonio, come ha ricordato la stessa Vezzani, “un modo di essere e di relazionarsi con le famiglie e i migranti fondato innanzitutto su un sincero affetto che la portava a farsi carico di situazioni difficili con professionalità e profonda passione”.
“Ricordarla in questi giorni per noi ha significato fare memoria viva di questo patrimonio, ma anche affrontare insieme il profondo dolore che abbiamo provato ed essere famiglia grazie allo straordinario dono che Emanuele Ferrari ci ha consegnato”.

Ferrari, che è anche docente e scrittore, ha condiviso in anteprima con soci e collaboratori della cooperativa Madre Teresa il suo libro “19 piccoli disegni per fare casa”, una raccolta di testi e, soprattutto, dei disegni creati insieme alla figlia Ester.
“Prima di questo libro – racconta – ci sono un papà e sua figlia che disegnano insieme e c’era una mamma che li guardava disegnare e sorrideva. Il 10 marzo io e mia figlia ci siamo ritrovati soli a condividere lo spazio domestico. Avevamo alcuni rituali familiari, preparavamo la moka, mettevamo su il caffè e dedicavamo un’ora dopo pranzo a disegnare. A fine mese avevamo accumulato già un bel po’ di disegni. Io facevo i miei, Ester creava i suoi e ogni tanto dava un occhio e aggiungeva qualche dettaglio qua e là. Disegnavamo da soli e insieme, senza porre alcun limite alla nostra immaginazione e creatività. Se capitava disegnavamo anche con le macchie di caffè e le foglie di the”.
I disegni si sono accumulati nel corso dei giorni, e a un certo punto Ferrari ha immaginato una porta, poi tre finestre per piano, per un totale di sei piani. Una porta e 18 finestre: è così che è nato “19 piccoli disegni per fare casa”, disponibile presso la sede della cooperativa in via Kennedy 17.
Dietro la porta e dietro ogni finestra c’è un pensiero, un racconto, una poesia che percorre i pianerottoli, le immagini create durante il lockdown, quando Ester chiedeva al papà come mai nessuno li andasse più a trovare. “Disegnare con mia figlia – ha concluso Ferrari – è sempre stato il nostro modo di stare insieme. A Jara piaceva guardarci, era il nostro piccolo rituale per sentirci a casa anche quando eravamo altrove. Nei mesi in cui eravamo obbligati a stare in casa, questi disegni hanno permesso a una figlia e a un marito di interiorizzare il dolore di una perdita, il tramite per raggiungere un mondo a cui non abbiamo accesso, l’Altrove”.






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