Al Valli canzoni di guerra, di lavoro e d’amore

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Canzoni di guerra di lavoro e d’amore è il progetto di Silvia Tarozzi (violino e voce) e Deborah Walker (violoncello e voce), musiciste legate alle più avanzate pratiche sperimentali che, proprio attraverso questa lente, reinterpretano canzoni popolari emiliane.

Il concerto (sabato 20 ottobre, alle ore 18.00, Palcoscenico del Teatro Valli) fa parte di Sol # – concerti con parole che, nell’ambito del festival Aperto di Reggio Emilia, fa coabitare artisti e pubblico in modo non convenzionale il palcoscenico del Teatro Valli.
“Partendo dalle nostre comuni radici geografiche, abbiamo intrapreso un lavoro di reinterpretazione dei canti popolari dell’universo contadino emiliano e della Resistenza”, spiegano le due artiste La fonte di ispirazione più forte sono senz’altro i cori delle Mondine, con le loro polifonie, il timbro tipico delle voci e l’intensità del loro canto.

“Esplorando le caratteristiche sonore e stilistiche di questo repertorio – spiegano – le abbiamo tradotte in un gioco di reinvenzione e trasformazione. Con violino, violoncello e voce usati come nuovi elementi per una polifonia corale, abbiamo messo in valore alcuni aspetti della vocalità o della struttura dei canti tradizionali. Le parole delle Mondariso raccontano le loro fatiche, il lavoro pesante e mal pagato, gli amori, la guerra, la rivolta sociale, la violenza del potere e il desiderio di giustizia.

Questa storia umana e sociale ci riguarda da vicino: è quella di canti e racconti trasmessi e ascoltati in casa, nelle feste di paese o a scuola, quando l’ANPI o il Comune invitavano donne e uomini a raccontare e a cantare ai bambini la loro esperienza in guerra e nei campi.

Oggi, lontano dalle risaie e da quel tempo, non cerchiamo di rievocare questa memoria attraverso l’imitazione di una tradizione, ma proviamo invece a riproporla attraverso un linguaggio personale, nato dai nostri ascolti e dalla ricerca sonora, gestuale e musicale, intrapresa lavorando con musicisti e artisti di diversa provenienza.