La diocesi di Reggio Emilia-Guastalla si è detta “segnata” dall’aggressione subita da don Daniele Moretto lo scorso 1o marzo sul sagrato della chiesa della parrocchia di San Giuseppe, a Reggio Emilia. La Chiesa reggiana ha espresso vicinanza “al confratello, figura tra le più impegnate nell’insegnamento e nel campo educativo, come attestano i messaggi di sostegno che sono pervenuti da più parti”, e solidarietà a don Davide Poletti, moderatore dell’unità pastorale Sacro Cuore, dove don Moretto esercita il suo ministero pastorale.
“Affiorano nelle nostra labbra le parole di San Paolo: ‘Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui‘ (1 Corinzi 12:26)”, scrive ancora la diocesi: “Lontani da ogni strumentalizzazione, riaffermiamo che, in momenti dove la violenza e le regole basilari della convivenza civile paiono cedere il passo alla prepotenza, solo la ricerca della pace è l’obiettivo da perseguire, come esorta papa Leone XIV, ovvero: “La pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante” (Messaggio per la giornata della pace, 1 gennaio 2026)”.
“La nostra Chiesa”, prosegue la diocesi reggiana, “in tutte le sue articolazioni ha da sempre a cuore la città e i suoi abitanti, in particolare i più fragili e i più deboli, e sente l’urgenza educativa; la missione è quella dell’ascolto, della testimonianza misericordiosa, specie verso chi ha smarrito, confidiamo non per sempre, umanità e senso della fratellanza”.
Il lavoro che l’unità pastorale Sacro Cuore sta svolgendo in collaborazione con i servizi sociali del territorio “esprime nei fatti e nei gesti l’impegno della realtà ecclesiale per educare. L’attività degli oratori, i momenti formativi che settimanalmente vengono proposti nelle comunità, le occasioni straordinarie di crescita, di convivialità e di servizio rientrano in un orizzonte formativo nel quale la Chiesa è parte non secondaria, anzi decisamente ingaggiata. L’aggressione a don Daniele ci chiama a un supplemento di ‘cuore’ e di attenzione educativa!”.






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