Ha riaperto lunedì 16 novembre, dopo quattro mesi di chiusura, la stazione dei carabinieri “Levante” di Piacenza, finita al centro delle cronache nazionali lo scorso 22 luglio per gli sviluppi dell’inchiesta “Odysseus” della Guardia di Finanza piacentina, che aveva portato all’arresto di sei militari in servizio presso la caserma (accusati di reati gravissimi come spaccio, corruzione, abuso d’ufficio e tortura), al sequestro della stessa stazione e al trasferimento dei vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri.
La caserma, che qualche settimana fa era stata dissequestrata, è tornata operativa grazie all’impiego di nuovi militari e di un altro maresciallo capo che ha assunto il comando della stazione.
Nel frattempo è stata fissata per il prossimo 17 dicembre la prima udienza del processo per i sei carabinieri e i dieci spacciatori finiti nell’inchiesta. Il giudice per l’indagine preliminare del tribunale di Piacenza ha infatti accolto la richiesta di giudizio immediato per 16 dei 23 indagati che la procura della città emiliana, ritenendo di avere raccolto prove sufficienti a loro carico, aveva avanzato a ottobre.
Sono 62 in tutto i capi di imputazione contestati, quasi tutti a carico di cinque dei carabinieri che prestavano servizio nella caserma Levante (quattro di loro sono ancora in carcere, un quinto è agli arresti domiciliari): Giuseppe Montella (40 capi di imputazione), Salvatore Cappellano (13 capi), Angelo Esposito (9 capi), Giacomo Falanga (7 capi) e Daniele Spagnolo (5 capi).






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