Proseguono i rilievi tecnici sull’Appenino, nel comune di Villa Minozzo nel Reggiano, nell’area in cui sabato 11 di giugno è stato ritrovato il rottame dell’elicottero a circa 1900 metri di altitudine, precipitato in una zona compresa tra il rifugio Battisti e quello delle Segherie.
Le ipotesi al vaglio del inquirenti sono diverse, così come restano da chiarire vari punti del disastro dell’elicottero partito da Tassignano e schiantatosi sul monte Cusna. In primo momento si era parlato anche delle condizioni meteo avverse, ma allo stato non può essere esclusa nemmeno la tragica fatalità. Il pm titolare dell’inchiesta, Marco Marano, che ha ricevuto il fascicolo aperto dalla procura di Lucca dopo che la competenza, per motivi territoriali, è passata a Reggio Emilia, intende chiarire se vi possano essere state delle responsabilità nell’incidente mentre l’elicottero con a bordo il pilota e 6 imprenditori del cartario perdeva quota e precipitava in un canalone del monte Cusna.
Nel frattempo i soccorritori hanno trovato frammenti dell’elicottero sul greto del fiume Lama dove il velivolo condotto dal pilota padovano Corrado Levorin si sarebbe schiantato, incendiandosi. L’intera zona è stata posta sotto sequestro per consentire gli accertamenti degli inquirenti. Il fascicolo al momento aperto dalla procura è per disastro colposo e omicidio colposo, a carico di ignoti.






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