Quest’anno, in occasione del primo maggio e la festa del lavoro, la manifestazione nazionale organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, in piazza San Francesco ad Assisi, ha un titolo che richiama la tragedia della guerra in Ucraina: “Al lavoro per la pace”, questo lo slogan dei sindacati confederali. “Siamo contrari alla guerra, vogliamo lanciare un messaggio per fermare questa guerra assurda voluta da Putin che sta facendo pagare un prezzo pesantissimo alle persone”. “Non si può continuare a investire in armi, bisogna puntare sul lavoro di qualità e sulla giustizia sociale. Solo così si possono superare precarietà e diseguaglianze crescenti”.
Il primo appello è quello teso a “fermare questa guerra assurda voluta da Putin”, impedendo “che diventi una guerra mondiale”, come dice il segretario della Cgil Maurizio Landini, dall’altro il lavoro co una serie di punti da porre come questione al governo e la richiesta di “fare”, non solo per sostenere i redditi, ma anche per garantire un lavoro “dignitoso, di qualità e contrattualizzato”, come chiede il leader della Cisl Luigi Sbarra. Senza dimenticare gli incidenti sul lavoro, con l’ultimo, proprio in queste ore , che ha coinvolto 3 operai a Parma. Il messaggio di questo Primo maggio è innanzitutto che bisogna fermare questa guerra assurda voluta da Putin e impedire che diventi una guerra mondiale”, ha detto Landini sottolineando che sul piano dell’occupazione “bisogna affermare la centralità del lavoro e dei diritti e una politica che superi la precarietà”. Fino a questo momento, dopo l’incontro di inizio aprile, “non c’è stato un grande dialogo con il governo. Risposte finora non ne abbiamo avute”.






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