La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi – rendendo dunque definitive le sentenze – delle difese di Luciano Ravaglia, titolare della casa-famiglia “Il Fornello” di San Benedetto Val di Sambro, e della moglie Monica Torri, condannati rispettivamente a sei anni e otto mesi di carcere e a due anni e otto mesi di reclusione nel processo per i maltrattamenti ai danni di undici persone ricoverate nella struttura dell’Appennino bolognese. Ravaglia era imputato anche per due episodi di violenza sessuale.
Marito e moglie sono stati condannati anche al pagamento delle spese delle parti civili. Per le vittime degli abusi sessuali erano state stabilite provvisionali di rispettivamente 60.000 e 40.000 euro, mentre per le vittime dei maltrattamenti di 20.000 euro ciascuno, oltre a tremila euro per i sindacati Cgil e Cisl e ottomila per il Comune di San Benedetto Val di Sambro.
Nella vicenda erano coinvolte anche due collaboratrici della struttura, che avevano già patteggiato una condanna a due anni di reclusione.






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