“Quali motivazioni hanno spinto la join venture automobilistica a scegliere il territorio reggiano a scapito di quello modenese?”.
E’ la domanda posta alla Giunta regionale da Michele Barcaiuolo (Fratelli d’Italia) sulla scelta fatta dalla joint venture sino-americana Silk-Faw di impiantare nel territorio reggiano il futuristico polo destinato all’innovazione nel progetto imprenditoriale relativo alla costruzione di veicoli elettrici di lusso.
Il consigliere modenese, nel sottolineare l’importanza e il rilievo economico dell’investimento che andrà a compiersi, ricorda come il territorio denominato come “motor valley” sia prevalentemente ubicato tra Modena, Bologna, Cento e Argenta.
Alla lue di queste considerazioni, Barcaiuolo chiede se la scelta sia stata originata da fattori squisitamente logistici oppure “se sussistano altre peculiarità del territorio reggiano sconosciute all’interrogante”.
In aggiunta al quesito principale, il consigliere chiede anche se si ritiene fondata la notizia secondo cui “ci sarebbe uno stretto legame tra Reggio Emilia e uno dei promotori della joint venture: la Silk EV avrebbe sede nella zona industriale di Corte Tegge, all’interno dei capannoni dell’austriaca Avl”.







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