“Affinché certe tragedie del passato non si ripetano oggi è necessario che i giovani siano messi nelle condizioni di sapere e comprendere. Perché, come disse lo scrittore Elie Wiesel, ‘fare memoria è combatte l’indifferenza’. Io credo che fare memoria sia un patrimonio comune, fondamentale per capire a fondo gli orrori di ieri ed evitare gli stessi errori oggi”. La Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna Emma Petitti ha introdotto così il convegno on line ‘L’esempio di Aushwitz tra storia e memoria’ realizzato da ConCittadini, il “corso di educazione civica” che ormai da decenni viene realizzato dal Parlamento di viale Aldo Moro.
Realizzato in collaborazione con “Il Memoriale della Shoah” di Parigi, partner di lungo corso di ConCittadini, il seminario è stato anche l’occasione per presentare “Auschwitz-Birkenau. 1940-1945. Campo di concentramento e centro di messa a morte”, mostra didattica coprodotta dallo stesso istituto parigino e dall’Assemblea legislativa e che dal 2021 sarà gratuitamente a disposizione di scuole, musei e associazioni.
Il seminario intende offrire ai partecipanti l’opportunità di affrontare alcuni dei temi proposti nel percorso espositivo, con l’intento di far conoscere il progetto e offrire un contributo per l’insegnamento alle giovani generazioni della storia di Auschwitz.
“L’Olocausto è stata una delle pagine più buie dell’umanità e questo progetto, ‘L’esempio di Aushwitz tra storia e memoria’, ci offre uno sguardo lucido e dettagliato sul genocidio costato la vita a milioni di ebrei durante la Seconda Guerra mondiale. E lo fa -sottolinea Emma Petitti- raccontando storie di ordinaria disumanità, dalla repressione al lavoro forzato, dalla deportazione allo sterminio di innocenti, uomini, donne, bambini. Ringrazio tantissimo chi l’ha reso possibile: solo attraverso l’educazione, la conoscenza e la conservazione della memoria si può essere adulti migliori, promotori di una società giusta, equa, solidale e inclusiva”.
Leit motiv della lunga diretta streaming è stata un’analisi innovativa e approfondita di quanto avvenne nei campi di sterminio nazisti: Tal Bruttman, storico e curatore della versione originale francese della mostra, si è soffermato su un’attenta analisi della pluralità delle politiche criminali messe in campo dai nazisti nei lager, che causarono un composito mosaico di vittime, mentre Laura Fontana, responsabile per l’Italia del Mémorial de la Shoah, ha voluto allargare l’orizzonte della ricerca storica ai deportati non ebrei a Aushwitz. Dal canto suo Caroline François, incaricata delle mostre itineranti del Mémorial de la Shoah, ha dato vita a un approccio di genere alla storia dei campi di sterminio nazisti.






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