Un anno e quattro mesi è una pena troppo bassa per Cinzia Magnarelli, assistente sociale indagata nell’inchiesta ‘Angeli e Demoni’ sugli affidi illeciti nella Val d’Enza reggiana. Per questo il giudice Andrea Rat ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata con il consenso della Procura, che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Reggio Emilia.
Il giudice osserva che la pena non è congrua, pur tenendo conto della collaborazione durante gli interrogatori. Lo stesso sottolinea che Magnarelli ha attestato una pluralità di circostanze false e che “il disvalore” della condotta “assume peso assai significativo”. L’intensità del dolo non può essere considerata minima “per il solo fatto che l’imputata fosse in qualche modo soggetta a una posizione di sudditanza” nei confronti di Federica Anghinolfi, dirigente dei servizi. Magnarelli, ricorda il giudice, ha commesso una pluralità di falsi, a cui si aggiungono frodi processuali tutte riunite in “un gravissimo disegno criminoso”.






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