Amanda Knox è atterrata all’aeroporto milanese di Linate, per la sua prima visita in Italia da quando è stata scarcerata a ottobre 2011 dopo essere stata assolta dalla Corte d’assise d’appello di Perugia dall’accusa di avere partecipato all’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Capelli raccolti, zainetto sulle spalle, giacca chiara e maglietta nera, è uscita, scortata dalla polizia, dall’area partenze. Non ha risposto ad alcuna domanda dei cronisti. Con lei il fidanzato, la mamma e gli avvocati.
Atterrata con un volo della AerLingus, era accompagnata all’uscita anche da Martina Cagossi dell’Italy Innocence Project, che sarà con lei al festival della giustizia Penale di Modena. Salita in macchina, ha abbracciato il fidanzato Cristopher Robinson. Il suo intervento al festival è previsto per sabato ma già da stasera è attesa all’inaugurazione nella città emiliana.
Torno come donna libera. “Sto tornando in Italia come una donna libera”. Lo ha scritto Amanda Knox sul suo profilo Twitter. La giovane americana aveva lasciato il Paese all’inizio di ottobre del 2011 dopo essere stata assolta dalla Corte d’assise d’appello di Perugia dall’accusa di avere partecipato all’omicidio di Meredith Kercher. Sentenza con la quale era stata disposta la scarcerazione di lei e di Raffaele Sollecito.
I due, che si sono sempre proclamati estranei al delitto avevano passato in cella poco meno di quattro anni. La sentenza di secondo grado di Perugia venne però annullata dalla Cassazione con un nuovo processo a Firenze (per questioni procedurali) terminato con la condanna di entrambi.
Knox e Sollecito sono stati quindi definitivamente assolti dalla Cassazione “per non avere commesso il fatto”. Sentenza comunicata ad Amanda a Seattle dai suoi difensori, gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova.
Amanda Knox torna ora in Italia per partecipare al festival della Giustizia penale a Modena.







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Caro Eboli, allora scriviamo sulla lapide che fece lo scout e andò pure a dottrina in parrocchia. Visto che ami e cerchi la verità, non […]
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Ah si!? Ero convinto si trattasse di un incidente stradale. Peccato che ad El Koudri non abbiano nemmeno dato il tempo di compilare la constatazione amichevole,