Reggio, 15 milioni di euro per la nuova sede dell’Istituto zooprofilattico in via Vertoiba

rendering prospetto nuova sede Istituto zooprofilattico Reggio Emilia – IZSLER

Mercoledì 4 novembre a Reggio Emilia è stato presentato il progetto della nuova sede territoriale dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna (Izsler), che sorgerà in via Vertoiba, nell’area tra il Campovolo e la frazione di Gavassa.

L’intervento può contare su un finanziamento complessivo di 15 milioni di euro, di cui 10,78 milioni per i lavori, ed è già in fase di esecuzione.

La nuova sede raccoglierà una storia lunga oltre settant’anni: le prime attività diagnostiche a Reggio risalgono infatti al 1949, mentre l’attuale sede territoriale reggiana fu inaugurata nel 1962, diventando ben presto un presidio di riferimento per l’Ausl e la Regione per quanto riguarda la diagnostica su tutte le specie animali, domestiche e selvatiche, con una specializzazione riconosciuta in patologia suina.

Nel 2025 la sede reggiana ha eseguito 93.027 esami sierologici e 21.242 ricerche virologiche in Pcr; 12.688 esami batteriologici e 2.319 test di sensibilità agli antibiotici; 3.298 esami parassitologici e 1.635 esami anatomopatologici; 8.075 esami batteriologici sugli alimenti, oltre agli studi di shelf life a supporto delle imprese.

Dal 2023 Reggio è laboratorio regionale di riferimento per le malattie trasmesse da vettori negli animali e negli artropodi e per l’entomologia sanitaria (Dgr n. 1573/2023) e gestisce, in stretta collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, il piano di sorveglianza delle arbovirosi (West Nile, Usutu, Dengue, Chikungunya, Zika, Toscana virus), la sorveglianza entomologica della leishmaniosi canina con la sede di Modena e il monitoraggio dei patogeni nelle zecche della fauna selvatica.

Nell’estate del 2025 il laboratorio reggiano è stato in prima linea durante il focolaio di Chikungunya di Carpi, con oltre 300 casi umani confermati: sono state circa 2.500 le zanzare testate e 40 i pool positivi individuati per supportare le operazioni di contrasto.

Nel 2026 ha documentato la prima segnalazione in Emilia-Romagna di Culex perexiguus, vettore del West Nile, e segue l’espansione delle zanzare invasive Aedes koreicus e Aedes japonicus; a queste attività si aggiungono l’entomologia forense e urbana e il progetto ASFreeM.E.A.T. sulla sicurezza dei salumi italiani rispetto alla peste suina africana.

La nuova sede, con 2.350 metri quadrati di superficie lorda su due piani, ospiterà un laboratorio di biosicurezza di livello 3 (Bsl3), progettato per studiare i meccanismi di trasmissione delle malattie da vettori, e un polo diagnostico con laboratori di sierologia, entomologia, microbiologia molecolare e microbiologia degli alimenti. I percorsi “sporco/pulito” saranno separati secondo rigorosi criteri di biosicurezza.

Un rendering della nuova sede dell'Istituto zooprofilattico sperimentale (Izsler) di Reggio Emilia
Il progetto mette al centro anche la sostenibilità ambientale e il benessere delle persone. Su un lotto di 10.304 metri quadrati, infatti, l’edificio occuperà appena 1.458 metri quadrati: oltre 4.400 metri quadrati sono destinati al verde, con 3.108 metri quadrati di verde esterno e 1.344 metri quadrati di verde d’arredo.

Lo studio del percorso solare ha guidato la forma dell’edificio. Sul fronte sud, un sistema di light shelf e schermature porta luce naturale negli ambienti, evita l’abbagliamento e previene il surriscaldamento estivo. L’involucro è ad alta efficienza in ogni stagione.

Sulla copertura ci saranno un impianto fotovoltaico da 102,5 kWp e unità polivalenti che producono contemporaneamente caldo e freddo, recuperando energia. Tutti gli impianti saranno gestiti in automatico dal sistema Bms; sono previste inoltre colonnine di ricarica per auto elettriche.

L’acqua piovana sarà recuperata per alimentare una rete duale per gli scarichi dei servizi igienici. Un rain garden con specie autoctone – come sambuco, sanguinello e salice rosso – gestirà in modo naturale le piogge, resistendo sia alle sommersioni che alla siccità.

Materiali e tecnologie sono stati scelti per durare nel tempo e per ridurre al minimo la manutenzione; anche le aree verdi sono state progettate a bassa manutenzione. Il perimetro sarà schermato da pioppi cipressini e dall’olmo “San Zanobi”, ibrido resistente alla grafiosi sviluppato dal Cnr-Ipsp, dal portamento tipico delle campagne emiliane. Gli aceri campestri, invece, ombreggeranno parcheggi e piazzale d’ingresso.

Al piano terra ci saranno una sala conferenze, una biblioteca, l’area mensa e terrazze verso un’area verde attrezzata, spazi pensati per la qualità della giornata lavorativa e per l’incontro con la città. L’intero progetto è sviluppato in Bim (Building Information Modeling), per controllare costi, tempi e qualità lungo tutta la vita dell’edificio.

La nuova sede di Reggio è il cuore di un piano di investimenti che Izsler (ente sanitario di diritto pubblico che opera per la sanità animale, la sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente, con sede centrale a Brescia e una rete di sedi territoriali) sta portando avanti in tutto il territorio emiliano-romagnolo, in raccordo con la Regione, per un totale di 18,47 milioni di euro di finanziamento e 12,7 milioni di lavori appaltati. Ogni sede rafforza una propria vocazione: dal riferimento Woah per la paratubercolosi a Piacenza e per l’influenza suina a Parma alle emergenze a Modena, al botulismo e all’export a Bologna, ai prodotti ittici a Ferrara, all’influenza aviaria a Forlì.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu