Fratelli d’Italia vuole un Osservatorio regionale contro la radicalizzazione giovanile

ragazzo pc stanza radicalizzazione giovanile – US

Istituire in Emilia-Romagna un Osservatorio regionale per la prevenzione dei fenomeni di radicalizzazione giovanile: la richiesta arriva da Fratelli d’Italia ed è contenuta in una risoluzione firmata dai consiglieri regionali Alberto Ferrero e Annalisa Arletti.

Per il partito di Giorgia Meloni “la demografia scolastica e sociale dell’Emilia-Romagna vede una presenza significativa di giovani di seconda generazione, esposti a complessi processi di definizione identitaria che, se non adeguatamente supportati, possono degenerare in risentimento verso le istituzioni democratiche o in vulnerabilità rispetto a reti di reclutamento ideologico”. La radicalizzazione contemporanea, sottolinea il documento, “si sviluppa prevalentemente nello spazio digitale (social network, piattaforme di gaming, canali di messaggistica criptati), intercettando ragazzi in condizione di isolamento sociale o sofferenza psicologica prima ancora che questi entrino in circuiti penalmente rilevanti”.

Da queste premesse nasce la risoluzione per chiedere alla giunta del presidente Michele de Pascale di strutturare questo eventuale osservatorio in tre aree operative integrate: Area monitoraggio del territorio e legalità, incaricata di mappare, in collaborazione con i Comuni, i centri culturali e le realtà associative, “verificandone la conformità amministrativo-urbanistica e promuovendo l’applicazione dei princìpi di trasparenza previsti dalle leggi sul terzo settore”; Area ricerca, digitale e formazione, “finalizzata al monitoraggio scientifico di tutte le narrazioni d’odio online, siano esse a sfondo jihadista, anarco-insurrezionalista, suprematista o misogino-incel” e alla formazione continua del personale scolastico, educativo e dei mediatori culturali, “affinché sappiano riconoscere tempestivamente i segnali premonitori dell’indottrinamento e del ritiro sociale cronico”; Area supporto clinico e transculturale, per strutturare linee guida e supporti specialistici per i dipartimenti di sanità mentale e le Ausl, “integrando l’approccio etnopsichiatrico nei protocolli regionali per la presa in carico precoce dei minori e dei giovani adulti esposti a crisi identitarie o derive radicali”.

Secondo Fratelli d’Italia, inoltre, la Regione Emilia-Romagna dovrebbe favorire la stipula di protocolli d’intesa tra il nascente osservatorio, l’Ufficio scolastico regionale, le università emiliano-romagnole e le prefetture “al fine di garantire lo scambio di buone prassi e la promozione della cultura della legalità”.



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