Risoluzione Park Zucchi, opposizioni unanimi: “Un favore a Reggio Emilia Parcheggi”

parcheggio ex caserma Zucchi Park Reggio Emilia – FM

La vicenda dei parcheggi Park Zucchi e Park Vittoria di Reggio Emilia “diventa sempre più grave e allarmante”: è questo il giudizio dei partiti di opposizione in Sala del Tricolore dopo il voto del consiglio comunale che ha approvato (a maggioranza) il via libera alla firma dell’atto di risoluzione consensuale della convenzione stipulata a suo tempo dal Comune di Reggio con la società Reggio Emilia Parcheggi di Filippo Lodetti Alliata.

Stando a quanto riferito dall’assessora Bonvicini, ricordano i capigruppo Cristian Paglialonga (Fratelli d’Italia), Giovanni Tarquini (lista civica Per Reggio Emilia/Tarquini), Fabrizio Aguzzoli (Coalizione civica), Claudio Bassi (Forza Italia) e Alessandro Rinaldi (Lega), “non è ancora stato perfezionato l’atto definitivo che, secondo le pattuizioni, deve intervenire una volta avverate le due condizioni sospensive dell’accordo” – ovvero il rilascio, da parte di Reggio Emilia Parcheggi, di un’attestazione sul suo cosiddetto “piano di risanamento” e la concessione al Comune di un finanziamento da due milioni di euro da parte della Cassa depositi e prestiti.

Queste condizioni, ricordano ancora i capigruppo di opposizione, avrebbero dovuto concretizzarsi entro lo scorso 4 ottobre, salvo proroga da concordare per iscritto prima della scadenza del termine. In caso contrario, lo stesso atto firmato prevedeva la possibilità di recedere con una (“auspicabile”, secondo i cinque consiglieri comunali) rivalutazione dell’effettiva presenza di un interesse pubblico a procedere.

Sempre secondo quanto riferito in consiglio comunale, la prima delle due condizioni “necessiterebbe di un ultimo adempimento formale, il che avrebbe reso necessaria la proroga”, spiegano Paglialonga, Tarquini, Aguzzoli, Bassi e Rinaldi: “Ma non è dato sapere fino a quando (!)”.

Nel frattempo, denunciano i cinque capigruppo, la lettura degli atti propedeutici alla predisposizione e all’approvazione dell’accordo “ha fatto emergere una realtà ben diversa da quella che era stata rappresentata ai consiglieri comunali e ai cittadini. Ora è chiaro, infatti, che quell’accordo era nato ben prima delle iniziative di raccolta dei vari supporti consulenziali sui quali si fonda. Dunque non è frutto di una scelta ponderata all’esito di pareri di professionisti incaricati, ma esattamente l’opposto. Le due parti, il Comune con i propri rappresentanti e dirigenti, e Reggio Emilia Parcheggi con il suo, si sono accordati per chiudere in questo modo la sfortunata vicenda concessoria della più importante area parcheggio della città. E per dare una forma apparentemente corretta all’operazione hanno raccolto tutti i pareri possibili e immaginabili: Agenzia delle Entrate, consulenti legali, contabili ed esperti estimatori di ogni sorta. Addirittura tentando di coinvolgere in un parere preventivo anche la Corte dei conti, che ha risposto dichiarando oggettivamente inammissibile tale richiesta”.

Ciò che risulta “inaccettabile”, per le opposizioni reggiane, è che l’importo pattuito a favore di Reggio Emilia Parcheggi, pari a oltre 4,2 milioni di euro, che diventano 4,6 milioni con le spese, “è il frutto di un procedimento che parte dal presupposto di offrire alla società concessionaria un indennizzo milionario che avrebbe avuto un fondamento normativo, dunque giuridico, in caso di revoca della concessione per pubblico interesse, ma non certo in presenza di un comportamento inadempiente, così come è quello della società Reggio Emilia Parcheggi, che non paga il canone di gestione dal 2018 (!) e che non ha alcuna cura dell’area gestita, tuttora abbandonata in condizioni di sporcizia e degrado”.

La procedura di riequilibrio che Reggio Emilia Parcheggi aveva richiesto, motivandola con difficoltà derivanti dalla pandemia, dalla guerra in Ucraina e dai conflitti in Medio Oriente, “avrebbe potuto e dovuto essere conclusa dal Comune con un rigetto e dar luogo poi alla revoca della concessione”, secondo i partiti di opposizione.

Oggi, invece, “ci troviamo di fronte a una situazione non tollerabile”, riassumono Paglialonga, Tarquini, Aguzzoli, Bassi e Rinaldi: “L’atto di risoluzione consensuale è stato una forzatura che ha favorito il concessionario, il quale non è stato messo di fronte alle sue gravi responsabilità, quantomeno per i canoni non pagati. L’accordo per chiudere la convenzione prevedendo un indennizzo milionario in suo favore risale quantomeno a metà del 2025, dunque è stato fatto (da chi?) ben prima della redazione e della raccolta dei pareri e delle stime di supporto alla delibera votata in consiglio comunale. Attualmente non risulta essere stato ancora firmato l’atto notarile definitivo e nemmeno si conosce la data, che sarebbe stata prorogata, entro la quale ciò dovrà avvenire. Nel frattempo, l’area di parcheggio permane nella gestione di Reggio Emilia Parcheggi, che continua a percepirne le entrate”.

“I cittadini hanno diritto di sapere e noi consiglieri comunali di opposizione abbiamo il dovere di vigilare e di intervenire. La modalità di gestione del denaro pubblico in questa vicenda è ciò che di peggio ci si può aspettare da un’amministrazione comunale”.



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