A fine settembre il sistema imprenditoriale reggiano ha confermato i segnali positivi già registrati nella prima metà dell’anno per quanto riguarda la tendenza all’aumento del numero delle imprese attive sul territorio. Il terzo trimestre del 2026, infatti, per il Reggiano si è chiuso a quota 47.075 unità, con un (pur lieve) incremento dello 0,3% rispetto al 30 settembre dell’anno precedente.
Il saldo complessivo, dunque, è di 149 imprese attive in più in un anno, 68 in più rispetto alla fine dello scorso giugno.
Pur trattandosi di una crescita tutto sommato contenuta, il dato è comunque significativo perché certifica e consolida l’inversione del trend negativo precedente e colloca Reggio Emilia in controtendenza sia rispetto alla media nazionale (-0,8%) che a quella regionale (-1,3%).
L’elaborazione dell’Ufficio studi della Camera di commercio dell’Emilia evidenzia nel Reggiano un quadro articolato, con comparti che crescono e altri che continuano a risentire delle difficoltà economiche del periodo.
La dinamica migliore è quella dei servizi alle imprese, che si confermano uno dei principali motori dello sviluppo provinciale: in questo settore le aziende sono aumentate del 2,8%, con un incremento in termini assoluti di 284 unità, raggiungendo quota 10.348 imprese attive e un’incidenza sul totale territoriale del 22%.
Bene anche i servizi alla persona (+2,5%, con 99 imprese in più e il totale salito a 4.103 unità), le costruzioni (+0,6%, con 60 imprese in più e un totale di 10.380 unità) e le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+0,8%, con 2.732 realtà imprenditoriali complessive).
In negativo, invece, l’agricoltura (-1,8%, con una perdita di 96 aziende che porta il totale a quota 5.283), così come la manifattura (-1,6%, con un calo anche in questo caso di 96 unità e un totale sceso a 5.758 imprese) e il commercio (-1,5%, pari a 128 aziende in meno, per un totale arrivato a 8.296 unità).
Per quanto riguarda la forma giuridica, tra le imprese reggiane continuano ad aumentare le società di capitale, che crescono del 3,2% (432 in più) raggiungendo le 13.791 unità. Pur registrando una lieve diminuzione (-0,4%), restano comunque prevalenti le imprese individuali, che si attestano a quota 24.883 e rappresentano il 52,9% del tessuto imprenditoriale. Prosegue, infine, la riduzione delle società di persone: -2,4%, con un calo di 183 unità che porta il totale a quota 7.290.






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