Via la “residenzialità storica” per le case popolari, Aragona promette battaglia

protesta Fratelli d’Italia in assemblea legislativa Basta regali agli stranieri – IGAA

Fratelli d’Italia si prepara a dare battaglia contro la decisione della Regione Emilia-Romagna di rimuovere la cosiddetta “storicità della residenza” come criterio premiale per le graduatorie per l’accesso e la permanenza negli alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica), le cosiddette “case popolari”.

Ad annunciarlo è Alessandro Aragona, consigliere regionale reggiano di Fratelli d’Italia e segretario provinciale del partito di Giorgia Meloni a Reggio Emilia. Una scelta, quella della Regione, che Aragona definisce “sconcertante”, poiché “mascherata come atto dovuto”, mentre a suo dire si tratterebbe di “una scelta politica”.

Il Partito Democratico, ricorda Aragona, fa riferimento a una sentenza della Corte costituzionale su una delibera della Regione Toscana, “ma se la leggiamo scopriamo che non è affatto vero che la Corte ha dichiarato incostituzionale il principio: la residenzialità storica rimane legittima purché non sia sproporzionata rispetto agli altri criteri”. Per il consigliere regionale, dunque, “se si trova il giusto equilibrio, senza che uno travalichi l’altro, non solo è una norma legittima, ma è una norma doverosa”.

Senza questo criterio, invece, secondo Aragona si rischia di “favorire in modo sproporzionato chi arriva solo per sfruttare il nostro welfare”. Ma non è tutto: mantenere quella che lo stesso Aragona definisce “una residenzialità storica equilibrata”, per il consigliere regionale, “non avrebbe nulla a che vedere con la provenienza”, ma andrebbe a favorire “prima di tutto chi ha lavorato, sia esso italiano o straniero. Chi ha una residenzialità ha contribuito al nostro welfare”.

La battaglia politica per mantenere in vita il criterio in questione si sposta ora nei vari consigli comunali dell’Emilia-Romagna. La Regione, infatti, ha lasciato ai singoli Comuni la possibilità di assegnare punteggi premiali basati sull’anzianità di residenza, assumendosene però la piena responsabilità.

“Porteremo il dibattito in maniera capillare su tutto il territorio (con delle mozioni, ndr) e ci batteremo anche dal punto di vista giuridico”, annuncia Aragona: “Se ci sono strade con cui opporci le vogliamo perseguire tutte”.

Tra queste strade si è già visto l’ostruzionismo portato avanti nei giorni scorsi in assemblea legislativa regionale, che è arrivata a votare la norma solamente alle sei del mattino: “Siamo stati in aula per più di venti ore”, ricorda Aragona, “non perché volevamo fare un’azione solo a scopo pubblicitario, ma perché come Fratelli d’Italia abbiamo sentito sulla nostra pelle la volontà di cambiare le regole del gioco in un momento così drammatico e delicato per le famiglie che cercano casa”.

Per il consigliere reggiano “c’erano tutte le possibilità di trovare dei compromessi giusti per le persone che hanno lavorato, vissuto e contribuito nei posti dove vivono. Non ritengo che una persona appena arrivata in una città o in un Paese abbia gli stessi diritti di persone che hanno lavorato, sudato e vissuto in questo Paese”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu