Martedì 29 settembre la giunta comunale di Reggio Emilia ha approvato le linee di indirizzo per la “valorizzazione sociale e territoriale” dell’immobile comunale di via Fratelli Manfredi 14 che da oltre 23 anni è occupato dall’associazione Aquarius – Laboratorio AQ16.
L’obiettivo, spiega l’amministrazione comunale, è la riqualificazione di questi spazi non solo dal punto di vista delle caratteristiche tecniche e impiantistiche, “ma anche rispetto alla loro componente sociale, affinché possano continuare a essere presidio di comunità, di prossimità e di inclusione, ovvero un punto di riferimento per la città, capace di svolgere attività aggregative e ricreative destinate in particolare agli adolescenti e ai giovani adulti”.
Per questo, le linee di indirizzo stabiliscono che la rigenerazione dell’edificio e delle sue funzioni parta da una fase di ascolto che coinvolga il collettivo AQ16, gli enti del terzo settore, la comunità di riferimento e la cittadinanza; sarà il presupposto verso un percorso di coprogettazione che prevederà un avviso pubblico per la futura gestione del luogo in questione.
L’obiettivo di questo percorso, precisa il Comune, “è la valorizzazione degli spazi ma anche del patrimonio relazionale, sociale e comunitario che si è sviluppato negli anni attorno a questo stabile”, che secondo l’amministrazione comunale reggiana “ha contribuito a prevenire l’abbandono e il degrado non solo della struttura, ma anche del contesto fisico e relazionale”.
“Su AQ16 abbiamo scelto fin dall’inizio di non imboccare la strada delle semplificazioni”, rivendica l’assessore alla cura della città Davide Prandi: “C’è una situazione amministrativa da definire, un immobile comunale di cui dobbiamo garantire pienamente la sicurezza e, nello stesso tempo, un’esperienza sociale e comunitaria costruita in oltre vent’anni che sarebbe sbagliato ignorare. Con questa delibera compiamo un passaggio importante: via Fratelli Manfredi 14 deve entrare pienamente dentro un quadro pubblico, trasparente e regolato e, contemporaneamente, continuare ad avere una funzione sociale, educativa, culturale, sportiva e di partecipazione. Sono due obiettivi che devono procedere insieme”.
Le verifiche tecniche sull’immobile, ricorda lo stesso assessore, hanno evidenziato una situazione “molto chiara”: la tenuta strutturale è stata giudicata soddisfacente, “ma esistono carenze impiantistiche e documentali che oggi impediscono di certificare la piena conformità dei locali per alcune delle attività svolte. Saranno quindi necessari interventi di messa a norma e di rigenerazione. Su questo non possono esserci scorciatoie: la sicurezza delle persone viene prima di tutto”.
“Ma amministrare un bene pubblico”, aggiunge Prandi, “significa anche comprendere che esistono patrimoni che non sono fatti soltanto di muri. Attorno ad AQ16 si è formato negli anni un insieme di relazioni, competenze, attività sociali e legami comunitari. La delibera assume esplicitamente questa doppia dimensione: da una parte il bene materiale rappresentato dall’immobile, dall’altra il bene immateriale costituito dalla rete sociale sviluppatasi intorno a quel luogo”.
Questo, secondo l’assessore, è il punto centrale: “Governare non significa scegliere tra le regole e le persone. Significa costruire regole capaci di tutelare le persone, il patrimonio pubblico e ciò che una comunità è stata capace di generare”.
Il collettivo che fa riferimento ad AQ16 si è costituito in ente del terzo settore, iscritto dal primo settembre al Runts (Registro unico nazionale del terzo settore), e ha presentato formalmente al Comune di Reggio una proposta progettuale relativa agli spazi di via Fratelli Manfredi. Il progetto individua diversi ambiti di azione: contrasto al disagio giovanile, integrazione e sicurezza sociale, sport e salute, solidarietà e partecipazione.
La delibera della giunta Massari, riprende Prandi, “stabilisce che vengano definite le modalità più appropriate per la valorizzazione, l’utilizzo e la gestione dell’immobile nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità, partecipazione e parità di trattamento, valutando anche gli strumenti dell’amministrazione condivisa previsti dal Codice del terzo settore e, ove ne ricorrano i presupposti, la co-progettazione”.
“Non vogliamo quindi semplicemente conservare ciò che esiste oggi, né cancellarlo. Vogliamo costruire una condizione nuova, nella quale il valore di un’esperienza sociale possa incontrare responsabilità pubbliche chiare, sicurezza, procedure trasparenti e apertura ad altre realtà della città. Abbiamo anche indicato una possibile vocazione futura di questi spazi: una particolare attenzione agli adolescenti e ai giovani adulti, integrando attività sociali, culturali, educative e sportive e lavorando sul contrasto alla povertà educativa, sull’inclusione e sulla partecipazione alla vita della città”.
“È una scelta”, conclude l’assessore Prandi, “che in questo caso parte da un’istanza di AQ16 e che interpreta anche il modo in cui intendiamo la cura della comunità e dei quartieri e che stiamo applicando in diverse esperienze. Una città non è soltanto l’insieme dei suoi edifici: è anche l’insieme delle relazioni che riescono a vivere dentro quei luoghi”.






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