Bosco Ospizio, si muove la Procura: aperta un’inchiesta sui blocchi ai lavori

attivisti Comitato Bosco Ospizio Reggio Emilia – CBO

La vicenda del Bosco Ospizio entra a pieno titolo nelle aule giudiziarie. La Procura di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo sui fatti del 3 agosto scorso, quando alcune decine di manifestanti impedirono l’avvio dei lavori nell’area di proprietà di Conad Centro Nord, opponendosi all’ingresso dei mezzi destinati alle prime operazioni di cantiere.

L’inchiesta prende le mosse dalla querela contro ignoti presentata da Conad nelle ore successive al blocco. Le ipotesi indicate nella denuncia riguardano la violenza privata, per avere impedito l’avvio delle attività, e l’occupazione abusiva dell’area privata. Saranno ora gli accertamenti della Procura a stabilire eventuali responsabilità individuali.

Un passaggio importante riguarda le identificazioni compiute dalla Digos nelle settimane di protesta. Diversi partecipanti al presidio sono stati identificati e alcuni di loro potrebbero quindi entrare formalmente nell’inchiesta. Al momento, tuttavia, non risultano definite pubblicamente singole posizioni: il fascicolo è nella fase iniziale e l’eventuale iscrizione nel registro degli indagati non equivale naturalmente a una responsabilità accertata.

Il 3 agosto, giorno previsto per l’avvio delle operazioni preparatorie, circa un centinaio di persone si era radunato fin dalle prime ore del mattino. Alcuni manifestanti si erano collocati davanti ai mezzi, impedendone di fatto l’ingresso e l’attività. Sul posto erano presenti Digos, carabinieri e polizia locale. I lavori non erano partiti e da quella giornata la protesta si è trasformata in un presidio permanente.

Conad non ha ritirato la querela, come richiesto nelle scorse settimane da alcune forze politiche e dagli attivisti, e resta intenzionata a realizzare l’intervento previsto dal piano urbanistico. La cooperativa potrebbe inoltre chiedere all’autorità giudiziaria un provvedimento cautelare che consenta alla proprietà e alle imprese incaricate di accedere all’area e avviare il cantiere.

Sul piano amministrativo, intanto, il progetto resta in piedi. Il Tar di Parma ha già respinto la richiesta cautelare di sospensione urgente dei lavori presentata nell’ambito del ricorso promosso da Legambiente e da alcuni cittadini, mentre il giudizio di merito deve ancora proseguire.

Parallelamente continua il tentativo politico di trovare una soluzione. Il sindaco Marco Massari ha incontrato nei giorni scorsi sia i vertici di Conad sia una delegazione dell’Assemblea permanente per il Bosco Ospizio. Sul tavolo ci sono possibili modifiche migliorative, con un incremento del verde e delle piantumazioni, ma senza mettere in discussione l’intero intervento. Gli attivisti continuano invece a chiedere la conservazione integrale dell’area.

Dopo oltre tre settimane di presidio, dunque, il confronto sull’Ospizio si sposta anche sul terreno penale. Sarà la Procura a valutare ora le condotte del 3 agosto e le posizioni delle persone identificate durante il blocco del cantiere.



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