L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (Adbpo), ha deciso all’unanimità – sulla base dell’analisi dei dati idrologici e climatici e delle proiezioni modellistiche per le prossime settimane – di innalzare ad “alta” la condizione di severità idrica per l’intero distretto padano.
Attualmente sono oltre cento i comuni, soprattutto tra Piemonte e Lombardia, in cui si registrano criticità per quanto riguarda gli approvvigionamenti d’acqua: in diversi di questi, già da diversi giorni sono necessarie autobotti e autocisterne per rifornire i serbatoi degli acquedotti e garantire così la continuità del servizio idrico.
Nei prossimi giorni, complice la riduzione degli afflussi e delle portate nelle principali sezioni del Po, è attesa anche una ripresa del fenomeno dell’intrusione salina nel delta del fiume, con un possibile interessamento anche della centrale di potabilizzazione di Ponte Molo, nel territorio di Taglio di Po (Rovigo).
Le proiezioni modellistiche, inoltre, non lasciano presagire la possibilità di miglioramenti significativi nella disponibilità idrica, come confermato dal segretario generale di Adbpo Alessandro Delpiano: “La situazione è peggiorata, non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo infatti meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi, con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture, a cominciare dal riso”.
In Emilia-Romagna sono in picchiata le percentuali di riempimento degli invasi di Mignano (24,8%) e Molato (15,5%); migliore, invece, la situazione nel Bolognese, dove Suviana (92%), Brasimone (67%) e Renovivo (78%) consentono di soddisfare i bisogni del territorio. Bene anche Ridracoli e Conca. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici tornerà a riunirsi giovedì 6 agosto per un aggiornamento della situazione.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu