Le prime analisi effettuate sui dispositivi (smartphone e computer) sequestrati a Salim El Koudri, l’uomo di 31 anni che nel pomeriggio di sabato 16 maggio, al volante della sua auto lanciata a tutta velocità, ha falciato una quindicina di passanti in largo Porta Bologna, nel centro storico di Modena, ferendo otto persone, non hanno evidenziato la presenza di elementi che facciano pensare a percorsi di radicalizzazione o a possibili legami con gruppi jihadisti.
El Koudri, italiano di origini marocchine, laureato in Economia, è nato a Seriate, in provincia di Bergamo, ma risiede da tempo a Ravarino, nel Modenese, a una ventina di km dal capoluogo emiliano.
L’ipotesi prevalente, al momento, rimane dunque quella di un gesto riconducibile ai problemi di salute mentale di cui il trentunenne soffre (disturbi di personalità e personalità schizoide), per i quali era stato in cura fino al 2024, quando si era interrotto il percorso terapeutico che stava seguendo a Castelfranco Emilia. Al momento, El Koudri è accusato di strage e lesioni aggravate dall’uso di arma; esclusa, invece, l’accusa di terrorismo.







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