Emergono nuovi dettagli sul controllo effettuato lo scorso 23 aprile da alcuni agenti della Polizia locale di Reggio Emilia al Laboratorio Aq16 di via Fratelli Manfredi, dove erano in corso i lavori (senza “alcuna documentazione autorizzatoria”, si legge nel verbale) per la realizzazione di un murale sulla facciata del capannone che da oltre 23 anni ospita il centro sociale reggiano.
Stando a una ricostruzione di quanto accaduto quella mattina, durante il controllo – che già si era concluso, come si evince dallo stesso verbale, con una sorta di “ritirata” degli operatori di polizia “in considerazione del sopraggiungere sul posto di appartenenti al centro sociale, in aggiunta a quelli già presenti, che mantenevano un atteggiamento insofferente e non collaborativo” – il referente di Aq16 avrebbe telefonato a uno degli assessori della giunta comunale di Reggio per chiedere manforte, passando poi il telefono al responsabile della pattuglia intervenuta sul posto.
“Se quanto emerso venisse confermato, ci troveremmo davanti a un fatto di una gravità politica e istituzionale senza precedenti”, attacca il consigliere comunale e capogruppo reggiano di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga: “Più emergono dettagli su quanto accaduto quel giorno, più il quadro diventa inquietante”.
Le domande, per Paglialonga e Ivaldo Casali, responsabile del Dipartimento sicurezza di Fratelli d’Italia di Reggio, “sono inevitabili: perché un assessore parla direttamente con chi, in quel preciso momento, sta svolgendo un’attività ispettiva e di controllo? Qual era il senso di quella interlocuzione? Qual era l’obiettivo? Chi ha autorizzato un simile livello di interferenza politica durante un controllo di polizia? E soprattutto: chi governa davvero questa città? Perché ciò che emerge è l’esistenza di un rapporto diretto, privilegiato e inquietante tra gli occupanti e la politica, tale da far apparire il Comune non come l’ente che dovrebbe far rispettare le regole, ma come una struttura ormai incapace – o forse impossibilitata – a mettere fine a una situazione di illegalità conclamata”.
“Questo canale diretto con la politica”, si chiedono ancora Paglialonga e Casali, “che interviene parlando con gli agenti durante un controllo, è riservato solo ad Aq16 oppure vale anche per tutte le imprese e le attività che operano a Reggio? Perché sarebbe interessante capire se anche il titolare di un’impresa edile privata, mentre riceve un controllo della Polizia locale per presunte irregolarità, possa telefonare direttamente a un assessore e far parlare gli agenti con la politica; oppure se questo trattamento privilegiato sia riservato esclusivamente a chi occupa abusivamente un immobile pubblico da 23 anni. Da una parte ci sono cittadini e imprese che devono rispettare ogni norma, affrontare burocrazia, controlli, autorizzazioni e sanzioni; dall’altra chi opera nell’illegalità conclamata e sembra poter attivare interlocuzioni politiche dirette persino durante un’attività ispettiva”.
“Da uomo che per tutta la vita si è occupato di sicurezza e da ex ispettore capo della Polizia locale”, commenta Casali, “ritengo quanto emerso estremamente preoccupante. Se durante un controllo di polizia su un immobile occupato abusivamente il referente degli occupanti sente il bisogno di contattare direttamente un assessore, significa che esiste un livello di rapporto politico che deve essere chiarito immediatamente. La sicurezza e l’autonomia operativa delle forze di polizia devono essere sacre e intoccabili. Nessuno deve sentirsi così forte da poter chiamare direttamente la politica mentre è in corso un controllo. Perché non è stato richiesto l’intervento di altre pattuglie in supporto, anche appartenenti ad altre forze di polizia? E il comandante, nella sua legittima e doverosa autonomia rispetto all’amministrazione, cosa dice al riguardo?”.
Sono nette le conclusioni di Paglialonga: “Qui non siamo più davanti a semplici irregolarità amministrative. Qui emerge un sistema di protezione politica che per anni ha consentito a qualcuno di sentirsi intoccabile. E mentre tutto questo accade, gli agenti della Polizia locale, ai quali va il nostro pieno sostegno, vengono messi nelle condizioni di dover interrompere un controllo per ragioni di sicurezza. Il Comune deve spiegare ai cittadini perché chi occupa abusivamente un immobile pubblico sembra godere di corsie preferenziali che nessun altro cittadino o imprenditore reggiano ha. Per noi la linea è una sola: sgombero immediato dei locali, stop a ogni attività abusiva e accertamento di tutte le responsabilità politiche e amministrative”.







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