Quasi una buona notizia

Kate Middleton principessa di Galles – IG

C’è qualcosa di paradossale, e quindi molto reggiano, nel fatto che una delle donne più osservate del pianeta arrivi in città non per il Parmigiano, non per la Motor Valley, non per qualche rituale del made in Italy, ma per visitare scuole dell’infanzia. Eppure è esattamente questo il punto. La visita di Catherine, principessa del Galles, a Reggio Emilia non è folklore monarchico né semplice curiosità diplomatica. È il riconoscimento internazionale di un modello educativo, il cosiddetto Reggio Approach, che all’estero studiano da anni molto più seriamente di quanto spesso facciamo noi. In molte università anglosassoni è quasi un marchio culturale italiano. Qui, invece, rischia talvolta di essere dato per acquisito, come i portici o l’erbazzone.

Kate Middleton non arriva per caso. Da anni concentra una parte consistente della propria attività pubblica sull’infanzia e sullo sviluppo nei primi anni di vita. Attraverso il Royal Foundation Centre for Early Childhood, promosso insieme alla Royal Foundation, insiste su un concetto piuttosto semplice: investire nei bambini piccoli significa intervenire sulla salute sociale futura di un Paese. Tema meno scintillante delle cronache di corte, ma decisamente più utile.

Che una figura globale scelga Reggio Emilia per approfondire quel modello educativo significa una cosa precisa: qui esiste ancora qualcosa capace di produrre reputazione internazionale vera, non costruita con gli slogan.

Naturalmente nessuno si faccia illusioni. Due giorni di visita reale non cancelleranno i problemi della città: la criminalità diffusa, le fragilità urbane, la sensazione crescente di disordine che molti reggiani avvertono da tempo, né i problemi ambientali. Kate non porterà miracoli né decreti sicurezza. E probabilmente non basteranno neppure le inevitabili foto davanti alle scuole modello.

Però sarebbe miope liquidare tutto come passerella. Le città ripartono anche dalla coscienza del proprio valore. E Reggio, negli anni, ha spesso mostrato più pudore che orgoglio nel raccontare una delle sue intuizioni migliori. Se oggi la futura regina d’Inghilterra attraversa mezza Europa per vedere da vicino quel sistema educativo, forse vale la pena chiedersi perché all’estero lo considerino un patrimonio strategico mentre qui, talvolta, viene trattato come ordinaria amministrazione comunale.

Un po’ di ironia resta inevitabile: nel tempo dei social urlati e delle leadership muscolari, a dare prestigio internazionale a una città italiana non è una grande opera né un vertice politico, ma una scuola dell’infanzia. In fondo è quasi una buona notizia.




Ci sono 3 commenti

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  1. Orban Milà

    Pisolo, la Ssessora con/turbante, il bodenfio ridens e gli altri del circo Barnum locale sono in grado di spiaccicare due parole in inglisc?

    • kursk

      le prime parole della Principessa Kate saranno queste:
      “Good morning, Mayor, get this naked man off the roof of my Range Rover immediately!”


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