È stata fissata al prossimo 17 giugno l’udienza davanti alla Corte di Cassazione del processo per l’omicidio di Saman Abbas, la ragazza pakistana di 18 anni che svanì nel nulla nella serata del 30 aprile 2021 dalla sua abitazione di Novellara e che fu ritrovata senza vita un anno e mezzo dopo, sepolta nei pressi di un casolare abbandonato nelle campagne della Bassa reggiana, a circa 800 metri da casa.
L’iter processuale, finora, ha portato alla condanna di cinque persone, accusate di aver ucciso Saman perché si era opposta a un matrimonio combinato in patria: i genitori della ragazza, la madre Nazia Shaheen e il padre Shabbar Abbas, entrambi condannati all’ergastolo in primo e in secondo grado; i cugini della vittima, Ikram Ijaz e Noman Ulhaq, entrambi assolti in primo grado ma poi condannati all’ergastolo in appello; lo zio della diciottenne, Danish Hasnain, condannato a 14 anni di reclusione in primo grado, pena poi aumentata a 22 anni in appello.
La Suprema Corte dovrà valutare la correttezza giuridica della sentenza di secondo grado. Due gli esiti possibili: la conferma delle condanne, che a quel punto diventerebbero quindi definitive, oppure il rinvio motivato a un nuovo giudizio d’appello.






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Concordo!!!
La sinistra italiana fa parte delle sinistre europee. Loro pensano di fare il bene del popolo ma il popolo non li capisce perchè si tratta […]
Che bello leggere chi riesce a trasformare i "ma andate a cagare!" che ti frullano in testa in ragionamenti articolati, intelligenti e ben scritti. Possiamo
Grazie per il contributo. Credo che lei abbia elencato tutti i motivi per i quali anche stavolta voterò PD la prossima volta
Devono esistere i "principi non negoziabili", o "non manipolabili" come li definiva Papa Benedetto XVI°, per un cattolico in politica. Non manipolabili nel senso che […]