A Reggio Emilia il caso politico della settimana – che di questo passo rischia facilmente di “esondare” anche nella prossima – è senza dubbio quello relativo alla situazione del Laboratorio AQ16: il Comune ha ammesso che allo stato attuale non risultano agli atti convenzioni o titoli formali che disciplinino l’uso degli spazi del centro sociale, attivo in via Fratelli Manfredi (nella zona del Foro Boario) da oltre 23 anni.
“Ventitré anni di occupazione di un capannone pubblico senza agibilità certificata, ventitré anni di eventi mensili aperti a centinaia di persone in uno spazio privo di impianti antincendio verificati, di vie di fuga adeguate, delle garanzie minime che la legge impone a chiunque”, denunciano il coordinamento cittadino e il dipartimento provinciale sicurezza di Forza Italia: “Non è una questione burocratica o di sensibilità culturale: è una questione di Stato di diritto, di sicurezza pubblica, di responsabilità istituzionale e come tale verrà trattata”.
“La visibilità di un’illegalità non la trasforma in legalità. Operare allo scoperto per 23 anni senza che nessuno intervenisse non è prova di legittimità: è la misura esatta della complicità istituzionale di chi aveva il dovere di farlo e ha scelto di guardare dall’altra parte. Se un privato, un circolo sportivo, un’associazione qualsiasi avesse tenuto uno spazio pubblico in queste condizioni per un solo anno, avrebbe già subito sequestro, chiusura d’ufficio e denuncia penale. Il trattamento riservato ad AQ16 è una discriminazione palese nei confronti di ogni reggiano che rispetta le regole”.
Gli attivisti del centro sociale hanno dichiarato che la sicurezza delle serate sarebbe garantita da una “corresponsabilità collettiva tra i presenti”, ma per Forza Italia “questa affermazione è giuridicamente inesistente e moralmente intollerabile. Le norme sulla sicurezza nei luoghi di pubblico spettacolo non sono opinioni né strumenti burocratici da aggirare con buone intenzioni: esistono per impedire che le persone muoiano in un incendio, in un panico da sovraffollamento, in un cedimento strutturale. Non si sostituiscono con solidarietà politica”.
I forzisti sottolineano anche come il Comune di Reggio, nella propria comunicazione istituzionale, abbia mappato oltre 26 centri sociali e spazi civici sul territorio: “Quanti di questi sono in regola con le certificazioni di sicurezza obbligatorie per legge? Quanti hanno l’agibilità certificata? Quanti hanno ricevuto verifiche periodiche da parte degli uffici competenti? Non si tratta di un attacco generalizzato alle realtà associative della città, molte delle quali operano con serietà e nel pieno rispetto delle norme. Si tratta di una richiesta istituzionale ineludibile: se l’amministrazione ha tollerato per 23 anni questa situazione per AQ16, non vi è alcuna garanzia che la stessa logica non si sia applicata altrove. I cittadini hanno il diritto di sapere in quali spazi la loro sicurezza è tutelata e in quali no”. Il partito ha annunciato che presenterà una richiesta formale di accesso agli atti per avere l’elenco completo degli spazi e delle relative certificazioni.
Ma il focus, per ora, rimane soprattutto sul centro sociale finito nell’occhio del ciclone: secondo Forza Italia l’annuncio del Comune dell’avvio di un percorso verso una convenzione con il Laboratorio AQ16 “è un segnale devastante per ogni cittadino e ogni associazione che rispetta le regole: significa che occupare uno spazio pubblico, non richiedere mai le autorizzazioni e resistere per decenni porta come risultato la legittimazione istituzionale. Questa amministrazione non ha il diritto morale né politico di proporre una convenzione prima di aver riportato la situazione entro i binari della legalità”.
Anche Forza Italia, poi, si aggiunge alla richiesta – già avanzata da altri partiti dell’opposizione – di “dimissioni immediate” dell’intera giunta Massari “per aver gestito con connivenza e irresponsabilità una situazione di illegittimità certificata che ha messo a rischio la sicurezza dei cittadini per decenni”. Il partito forzista chiede inoltre “la verifica immediata da parte delle autorità competenti di tutti gli spazi civici e dei centri sociali del territorio, con indicazione delle rispettive certificazioni di agibilità e sicurezza vigenti: Reggio ha bisogno di un’amministrazione che applichi le regole uguali per tutti, non di una che le sospenda per gli amici politici”.






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