La Procura di Parma si è opposta al riconoscimento di un bimbo, come figlio, da parte di una donna unita civilmente alla madre biologica del bambino. A farlo sapere con una nota è lo stesso procuratore, Alfonso d’Avino. La vicenda riguarda una procedura avviata davanti al Tribunale di Parma dall’avvocato della coppia gay, al fine di ottenere l’annullamento del rifiuto dell’ufficiale di Stato civile del Comune di Fidenza al riconoscimento del minore. Il procuratore si è opposto alla richiesta “evidenziando che essa non sarebbe prevista dal nostro ordinamento giuridico, per cui – allo stato dell’attuale legislazione – il riconoscimento del figlio di una donna, da parte di una persona dello stesso sesso (sia essa convivente o unita civilmente alla madre del bambino), sarebbe vietata”.
Il bambino, concepito con la tecnica della procreazione medicalmente assistita, è nato in Italia ed è stato riconosciuto dalla madre con regolare dichiarazione di nascita all’ufficio di Stato civile. Poi la compagna della donna, con il suo consenso, si è rivolta al Comune, chiedendo di effettuare il “riconoscimento successivo”, come seconda madre, e di aggiungere il proprio cognome al bambino. La richiesta però è stata respinta, “evidenziando come la normativa vigente non consenta il riconoscimento di figli da parte di coppie omosessuali”. Contro tale provvedimento, il difensore della coppia ha presentato ricorso al Tribunale, sottolineando che, in altre situazioni, il riconoscimento era stato consentito. Il Tribunale si è riservato di decidere.






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Nel segreto dell'urna potrai esprimerti al meglio delle tue possibilita'. Grazie ancora per l'endorsement. Nel tuo caso sarebbe piu' appropriato il termine "endesenment" e nel
Ti ringrazio per la preferenza. Conto che la confermerai anche nel seggio.
E' una idea di cui ti ringrazio.... dovessi riuscire, vorrei fossi tu il mio vice, i requisiti li hai.
dovresti fare il sindaco tu fenomeno
Ma perché non vai a dirigerlo tu fenomeno?