Il giudice per le indagini preliminari di Bologna ha convalidato l’arresto – ma ha disposto per lui i domiciliari, anziché il carcere come richiesto dalla Procura – del ragazzo imolese di 19 anni che lo scorso 17 febbraio è stato sorpreso mentre posizionava decine di pietre sui binari della ferrovia a Castel San Pietro Terme, nel territorio della città metropolitana bolognese.
Il giovane, di professione magazziniere, e fin qui incensurato, era stato fermato dai carabinieri mentre cercava di allontanarsi in bicicletta: ora è accusato di attentato alla sicurezza dei trasporti e interruzione di pubblico servizio.
Secondo l’avvocato che lo assiste, il diciannovenne “ha risposto a tutte le domande e ha confessato ampiamente tutti i fatti che gli sono stati contestati”, ricostruendo anche la dinamica di quanto accaduto: prima avrebbe posizionato su uno dei lati del binario un singolo sasso, poi frantumato da un treno in transito, e in un secondo momento ha posizionato alcuni sassi più piccoli – una trentina in tutto – su entrambi i lati del binario; prima che passasse un altro treno, però, fortunatamente sono intervenuti i carabinieri, allertati dalla chiamata di un cittadino che aveva segnalato la presenza di una persona sospetta nei pressi della ferrovia.

Dietro al suo gesto, per il legale, “non ci sono motivazioni politiche: ha spiegato al giudice che sta vivendo un momento di crisi, di difficoltà e ha fatto questa grossa sciocchezza per una ragione personale. Forse voleva attirare l’attenzione”.
Davanti al gip il giovane avrebbe negato di far parte di movimenti, collettivi o centri sociali, sostenendo di non aver mai nemmeno partecipato a manifestazioni politiche, se non alle celebrazioni per il 25 aprile. “Il mio assistito – ha aggiunto l’avvocato difensore – ha anche escluso gesti emulativi dei sabotaggi del 7 febbraio. La politica non c’entra”.
Dai primi accertamenti, però, sarebbero emersi anche elementi che potrebbero collocare il diciannovenne nell’area anarchica: a casa sua, infatti, sono stati trovati giornali e riviste riferibili al mondo dell’antagonismo. Ma per il legale “si tratta di giornaletti e piccole riviste risalenti al 2024, che venivano distribuite a scuola quando lui faceva il liceo”. Saranno le indagini, ora, a stabilire quale sia la verità.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu