I carabinieri di Reggio hanno arrestato un uomo di 33 anni per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, lesioni personali e furto aggravato: secondo le indagini, aveva reso la vita della sua ormai ex compagna – una ragazza di 20 anni – un incubo di vessazioni quotidiane, controllo ossessivo e violenze anche fisiche, che in pochi mesi hanno stravolto la vita della giovane donna.
La relazione tra i due era iniziata nel marzo dello scorso anno, ma ben presto si è trasformata in una spirale di aggressioni verbali e fisiche, sfociando in atti persecutori sistematici anche dopo la fine del rapporto. Le indagini hanno portato alla luce una condotta violenta e abituale da parte del trentatreenne: un’escalation culminata in episodi di vera e propria coercizione fisica e minacce di morte esplicite rivolte non solo alla ragazza, ma anche ai suoi familiari.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la vittima era sottoposta a un regime di controllo pressoché totale. Durante la convivenza, la ragazza veniva spesso offesa e colpita con schiaffi e calci. In diverse occasioni, il compagno le avrebbe requisito lo smartphone per impedirle contatti con l’esterno e l’avrebbe costretta a girare con il volto parzialmente coperto per evitare che altri uomini potessero guardarla.
In un episodio particolarmente significativo per gravità, il trentatreenne ha dato fuoco a una stanza di un casolare credendo che la fidanzata si trovasse all’interno in compagnia di un altro uomo. Le aggressioni sono proseguite anche dopo la fine della relazione tra i due, avvenuta lo scorso agosto: a settembre, la ventenne è stata colpita al volto con una “pipetta” da crack, riportando contusioni multiple (prognosi di cinque giorni); in un’altra occasione, l’uomo l’avrebbe costretta con la forza a salire su un autobus, strappandole lo smartphone dalle mani e impedendole di scendere dal mezzo fino all’intervento di alcuni passeggeri.
Nonostante un ammonimento del Questore, emesso lo scorso ottobre, l’uomo ha continuato imperterrito a perseguitare l’ex compagna, presentandosi a sorpresa nei luoghi da lei abitualmente frequentati e inviandole messaggi minacciosi come “Sarà un bagno di sangue”.
Sulla base di quanto emerso, e vista la gravità dei comportamenti contestati, la Procura di Reggio ha richiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari l’applicazione nei confronti dell’indagato della custodia cautelare in carcere. Il gip ha ravvisato nell’uomo una “spiccata inclinazione violenta” e una sostanziale incapacità di contenere gli impulsi aggressivi, definendo l’indagato come soggetto estremamente pericoloso che considerava di fatto la vittima un “oggetto sottoposto al suo dominio assoluto”.
Nel tardo pomeriggio di domenica 11 gennaio i carabinieri della Sezione radiomobile hanno rintracciato il trentatreenne, lo hanno portato in caserma e lo hanno dichiarato in arresto; subito dopo l’uomo è stato accompagnato in carcere a Reggio.a






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu