Confindustria Reggio si è schierata nettamente al fianco di Interpump Group nella vicenda del licenziamento di Massimo Marigliano, 45 anni, da ventotto anni operaio dell’azienda di Calerno e da ventidue delegato sindacale della Fiom-Cgil, che alcuni giorni fa ha ricevuto una lettera di contestazione disciplinare.
Per protestare contro il suo licenziamento, la categoria sindacale ha organizzato una serie di scioperi, fermando la produzione per quattro giorni consecutivi e contestando all’azienda di aver messo in atto “un attacco al sindacato” con una contestazione disciplinare “priva di fondamento”.
Di tutt’altro avviso Confindustria Reggio, che in una nota ha definito Interpump “una realtà molto importante per il sistema industriale, virtuosa e assolutamente rispettosa delle relazioni industriali e di tutti i diritti sindacali”. In questo contesto, prosegue l’associazione degli industriali reggiani, “stupisce leggere sulla stampa dichiarazioni che presuppongono sia in atto un ‘attacco politico’ o ‘intimidatorio’ verso il sindacato, quando la questione, da quanto apprendiamo, riguarda la gravità di un comportamento personale e, in quanto tale, indipendente dal ruolo che la persona possa o meno ricoprire nell’esercizio delle funzioni sindacali”.
Per questo Confindustria Reggio ha precisato di ritenere opportuno che la situazione “venga inquadrata nel contesto interpretativo corretto, per garantire una lettura coerente e completa per entrambe le parti”. L’associazione ha quindi espresso “la massima stima e conferma il sostegno nei confronti di Interpump, condividendo la sua volontà di garantire un ambiente di lavoro sicuro, sereno, rispettoso dei valori etici e di comportamento di tutti i collaboratori”.






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