Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, intervenendo nel corso della trasmissione radiofonica “24 Mattino” su Radio24, parlando del tema delle risorse per la sanità ha lanciato un allarme sulla situazione emiliano-romagnola: “In questo momento il problema principale dell’Emilia-Romagna è il nostro storico motivo di orgoglio, e cioè l’enorme pressione di persone da fuori regione che si vengono a curare qui”.
“Non ce la facciamo più”, ha ammesso de Pascale: “Non riusciamo più a soddisfare i nostri cittadini, l’enorme pressione delle persone delle altre regioni che si vengono a curare in Emilia-Romagna sta intasando il sistema”, ha fatto presente il governatore.
Poi, citando l’articolo 32 della Costituzione italiana, che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, definito “il più ambizioso del mondo” perché “dice di curare tutti, anche gli indigenti”, il presidente emiliano-romagnolo ha sottolineato il gap tra questo principio e la realtà, che vede oggi l’Italia riservare al finanziamento della sanità “la cifra più bassa dei Paesi europei”; de Pascale, in ogni caso, ha riconosciuto che “non è una responsabilità del governo Meloni”, almeno non esclusiva, poiché tema delle risorse alla sanità l’attuale governo “è in assoluta continuità con i governi che l’hanno preceduto, di ogni colore politico“.






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