Ho cercato di evitare la partecipazione al dibattito toponomastico in corso a Reggio Emilia per due ragioni. La prima: strade e piazze ricordano la storia e la smania ermeneutica, se derivata dal contingente, è destinata a non finire mai. Sennò dovremmo rivedere Unione Sovietica, Marx, Rivoluzione d’Ottobre, Tito, perfino Dimitrov. La seconda: esistono questioni infinitamente superiori delle quali occuparsi, il nome di una via non merita particolari attenzioni.
È invece accaduto che il sindaco Massari, commettendo a mio vedere l’ennesimo errore politico-amministrativo, ha lasciato intendere di voler modificare il nome del viale dedicato alla città di Cutro, raccogliendo l’invito di un’autorevole prefetta ma senza valutare il senso apertamente offensivo e non privo di risvolti razzisti nei confronti delle migliaia di cittadini reggiani originari di quella zona calabrese.
L’esistenza di una robusta penetrazione ‘ndranghetista nel Reggiano, scoperta e speriamo definitivamente decapitata dalle sentenze giudiziarie, riguarda alcune decine di individui, non certo la larghissima maggioranza di persone perbene. Prime, seconde, terze generazioni di immigrati compatrioti, inseriti da decenni nella comunità locale, certo più vicini a noi indigeni di quanto lo siano stranieri che manco parlano la lingua italiana, lavoratori, studenti, operai, operatori nel terziario avanzato, persone perbene.
Perché Massari vuole fare ricadere su migliaia di concittadini lo stigma della mafiosità? Pensa forse che la ‘ndrangheta sia un fenomeno di massa? Si tratta, a mio parere, di un altro errore clamoroso di questa incomprensibile gestione del Comune. I cutresi di Reggio si ricorderanno di questo sindaco e della sinistra che rappresenta quando sarà ora di tornare al voto. E comprensibilmente si rivolgeranno altrove.






Il direttore crede alle favole che si inventa pur di screditare una certa parte. È il gioco facile di chi spesso nasce incendiario e muore pompiere. Al direttore piace vincere facile.
Come faccio a non commentare ? Hai ragione questa storia della strada è una grandissima e inutile cazzata. per piacere però lascia perdere il.tono paternalistico e un filino xenofobo “sulle seconde e terze generazioni” . Le.persone “per bene” lo sono anche se non parlano bene l’italiano e udite udite se sono,persino, di altre nazionalità e religioni. L’assimilazione è un processo prevaricatorio rispetto alle minoranze.
DIRETTORE FANGAREGGI, LEI PARLA DI RAZZISMO VERSO I CUTRESI, MA RIFLETTIAMO SUI FATTI, OVVERO CUTRESI IMPUTATI E CONDANNATI PER ‘NDRANGHETA:
Non esiste una lista ufficiale aggiornata al singolo abitante (residente o collegato), ma dai numeri emerge chiaramente un rilevante coinvolgimento dei cutresi nelle inchieste della ‘ndrangheta nel Reggiano.
– La ndrina Grande Aracri disponeva di circa 500 affiliati.
– La ndrina Sarcone circa 70 membri.
– Decine di altri per le ndrine Trapasso e Mannolo …
Il totale approssimativo è di circa 700-800 criminali attivi, buona parte originari di Cutro.
Le principali ’ndrine originarie di Cutro sono tre:
• ’Ndrina Dragone, originaria di Cutro, storicamente legata ai Mannolo e agli Arena .
• ’Ndrina Grande Aracri, anch’essa con radici a Cutro.
• ’Ndrina Trapasso, nata tra Cutro e Steccato di Cutro
——————————
Popolazione residente a Cutro al 31/12/2023:
9 305 abitanti.
Famiglie residenti (2023):
4 363 famiglie.
———————————
Le famiglie legate alla ’ndrangheta a Cutro rappresenterebbero tra l’8% e il 9,2% della popolazione totale del paese, ovvero tra 746 e 852 persone direttamente o indirettamente immerse in ambienti criminali familiari.
Questa incidenza è altissima in termini sociologici e può influenzare:
• il controllo sul territorio
• l’omertà locale
• le dinamiche elettorali, economiche, lavorative e scolastiche.
—————————
CREDO QUINDI CHE LA PROVOCAZIONE FATTA DAL SINDACO ANTONIO CERASO POTREBBE AVERE UNA RISPOSTA POSITIVA.
DIRETTORE FANGAREGGI, LE CHIEDO:
LA PREFETTURA DI CROTONE “POTREBBE SOSPENDERE” A TUTTI I CUTRESI IL CERTIFICATO ELETTORALE PER CINQUE ANNI, COME FORMA ATTIVA DI PREVENZIONE ANTIMAFIA … ?
(DATO CHE È EMERSO IL CONDIZIONAMENTO DELLE ELEZIONI LOCALI NON SOLO NELLA ZONA DI ORIGINE DEGLI NDRANGHETISTI, MA ANCHE IN EMILIA ROMAGNA, LOMBARDIA, UMBRIA ECC.)
Attendo sua ragionata risposta, grazie.
Alessandro Raniero Angelo DAVOLI
DIRETTORE FANGAREGGI, LEI PARLA DI RAZZISMO VERSO I CUTRESI, MA RIFLETTIAMO SUI FATTI, OVVERO CUTRESI IMPUTATI E CONDANNATI PER ‘NDRANGHETA:
Non esiste una lista ufficiale aggiornata al singolo abitante (residente o collegato), ma dai numeri emerge chiaramente un rilevante coinvolgimento dei cutresi nelle inchieste della ‘ndrangheta nel Reggiano.
– La ndrina Grande Aracri disponeva di circa 500 affiliati.
– La ndrina Sarcone circa 70 membri.
– Decine di altri per le ndrine Trapasso e Mannolo …
Il totale approssimativo è di circa 700-800 criminali attivi, buona parte originari di Cutro.
Le principali ’ndrine originarie di Cutro sono tre:
• ’Ndrina Dragone, originaria di Cutro, storicamente legata ai Mannolo e agli Arena .
• ’Ndrina Grande Aracri, anch’essa con radici a Cutro.
• ’Ndrina Trapasso, nata tra Cutro e Steccato di Cutro
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Popolazione residente a Cutro al 31/12/2023:
9 305 abitanti.
Famiglie residenti (2023):
4 363 famiglie.
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Le famiglie legate alla ’ndrangheta a Cutro rappresenterebbero tra l’8% e il 9,2% della popolazione totale del paese, ovvero tra 746 e 852 persone direttamente o indirettamente immerse in ambienti criminali familiari.
Questa incidenza è altissima in termini sociologici e può influenzare:
• il controllo sul territorio
• l’omertà locale
• le dinamiche elettorali, economiche, lavorative e scolastiche.
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CREDO QUINDI CHE LA PROVOCAZIONE FATTA DAL SINDACO ANTONIO CERASO POTREBBE AVERE UNA RISPOSTA POSITIVA.
DIRETTORE FANGAREGGI, LE CHIEDO:
LA PREFETTURA DI CROTONE “POTREBBE SOSPENDERE” A TUTTI I CUTRESI IL CERTIFICATO ELETTORALE PER CINQUE ANNI, COME FORMA ATTIVA DI PREVENZIONE ANTIMAFIA … ?
(DATO CHE È EMERSO IL CONDIZIONAMENTO DELLE ELEZIONI LOCALI NON SOLO NELLA ZONA DI ORIGINE DEGLI NDRANGHETISTI, MA ANCHE IN EMILIA ROMAGNA, LOMBARDIA, UMBRIA ECC.)
Saluti ai lettori, a tutti gli onesti, siano essi reggiani doc, meridionali, calabresi o cutresi di buona volontà.
Alessandro Raniero Angelo DAVOLI
P.S.: ho partecipato il 25 luglio scorso alla “Pastasciuttata Antifascista”, organizzata da ANPI di Castelnovo Monti.
Ora attendo che il PD di Reggio Emilia, (e Brescello e Casina) organizzi la “Tortellata AntiNdrangheta”
(Magari anche tortelli all’Nduia, per significare il legame tra le cucine reggiane e cutresi … Quando Graziano Delrio, Antonio Ceraso, Antonella Spaggiari, Sonia Masini, Enrico Bini, Marcello Coffrini, con la partecipazione straordinaria di Romano Prodi, vorranno organizzarla ?)
Sul fatto che i cutresi parlino italiano meglio di altri (sottolineo: altri) stranieri avrei mooolto da obiettare, e suppongo di non essere l’unica.
Direttore non puo’ non credere ed intendere che suoni piu’ che stonato “Citta di Cutro” nella Reggio Emilia del piu’ grande processo della storia contro la ‘ndrangheta calabrese (di Cutro per la maggior parte). “Citta’ di Cutro” è da intendere, leggendo il cartello, come “QUESTA citta’, in cui siete appena arrivati uscendo dalla autostrada, APPARTIENE a Cutro”. Con tutti i suoi sottointesi. Era lampante all’epoca dell’inaugurazione e fece inorridire solo me ed altri due, forse tre, reggiani. Adesso di svegliano anche gli illuminati progressisti che pure facevano bella mostra nelle foto dell’epoca. Non lo cambiamo ? Allora spostatiamolo in una altra zona, basta che non sia la prima cosa che si legge una volta arrivati qui……