A cinque mesi dall’incendio scoppiato nella notte tra il 10 e l’11 febbraio scorsi nell’area del polo industriale di via Due Canali, a Reggio, non è ancora stata completata la bonifica delle aree circostanti dai frammenti di cemento amianto dispersi nell’aria durante il rogo. Ora, alla luce delle evidenti inadempienze di Inalca, il Comune di Reggio ha deciso (seppur tardivamente) di prendere in mano la situazione e di intervenire direttamente, subentrando all’azienda del gruppo Cremonini nel completamento delle operazioni di bonifica.
“Meglio tardi che mai”, è il commento del Comitato Amianto Zero di Reggio, che in questi mesi con i suoi volontari (“su esplicita richiesta di decine di residenti del quadrante nord della città”) ha effettuato una sorta di “mappatura informale” della presenza di frammenti di cemento amianto nella zona: “Abbiamo setacciato cortili condominiali, giardini privati, aree pubbliche; abbiamo piantato decine di bandierine per segnalare, visivamente e con tanto di foto, la presenza di frammenti di amianto. La situazione è preoccupante: il materiale, frantumato e disperso, è ancora lì. Ovunque”.
“E mentre il sindaco cerca spiegazioni improbabili, come quella, davvero fantasiosa, del ‘vento’ che avrebbe sparpagliato i resti tossici nelle zone già bonificate, la verità è un’altra: una bonifica a regola d’arte non è mai stata realmente fatta”, denuncia il Comitato, che alla luce delle recenti novità ha deciso di rendere pubblica la sua “mappa dei ritrovamenti” di amianto, aggiornata allo scorso 7 luglio 2025 e costruita sulla base delle segnalazioni dei residenti e delle ispezioni dei propri volontari, in collaborazione con quelli dell’associazione Reggio Emilia Ripuliamoci.
“Una mappa che dovrebbe diventare patrimonio pubblico, un vero e proprio atto di amore verso la città”, ha spiegato il Comitato Amianto Zero, che poi però ha anche sottolineato altro: “Dalla mappa emergono elementi inquietanti: in diverse zone dichiarate come bonificate, l’amianto è ancora presente. È stato rilevato e fotografato. La bonifica, dunque, è rimasta sulla carta? Al parco della Resistenza i frammenti gialli, quelli più evidenti, sono emersi solo nei punti dove l’erba tagliata era stata rimossa. In gran parte del parco, invece, l’erba falciata è stata lasciata a terra e impedisce tuttora un’ispezione visiva adeguata e accurata”.
“È questo il modo corretto di proteggere i cittadini, i bambini che giocano, le famiglie che frequentano gli spazi verdi? Vogliamo credere che l’amministrazione comunale non sia così ottusa da rifiutare il nostro contributo, considerato che, in passato, non ha mai voluto riceverci per ragioni a noi ignote. Siamo pronti a collaborare con il sindaco, a impegnarci concretamente affinché le bonifiche siano reali, verificabili e durature, non semplici adempimenti burocratici, per il bene di tutti. Reggio merita di più. Merita spazi sicuri, cittadini informati, amministratori all’altezza della responsabilità che hanno. Il Comitato Amianto Zero continuerà a vigilare, documentare, proporre: la salute pubblica non è un’opinione, né un fastidio da nascondere sotto l’erba alta”.






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