Si mantiene dinamico il mercato del lavoro in provincia di Reggio Emilia. Sono 4.150, infatti, i nuovi contratti previsti per il mese di novembre e 13.030 quelli per il trimestre novembre 2023-gennaio 2024.
Sia su base mensile che trimestrale, l’offerta di lavoro appare lievemente in crescita rispetto a quella dello scorso anno (+2,7% e +0,5%). Il riscontro del dinamismo che ancora caratterizza il mercato del lavoro locale viene peraltro confermato dal permanere di un numero di nuovi contratti che è largamente superiore a quello del periodo pre-covid, con un +37,9 % sul mese di novembre 2019 e un + 24,2% sul trimestre novembre 2019/dicembre 2020.
I dati rilasciati dal Sistema informativo Excelsior, analizzati dall’Ufficio Studi della Camera dell’Emilia, evidenziano che i nuovi contratti previsti per novembre 2022 si concentreranno per il 58,8% nel settore dei servizi, con 2.440 attivazioni, e un -1,6% rispetto al novembre 2022, e per il 53% saranno in capo ad aziende con meno di 50 dipendenti.
Nell’ambito dello stesso comparto, il più elevato numero di nuovi contratti è previsto per i servizi alle imprese (900 in totale e -13,5% rispetto al dato di novembre 2022), seguito dai servizi di alloggio e ristorazione con 630 nuovi contratti, con un calo del 6% in un anno; in aumento, invece, il comparto delle costruzioni con 320 nuovi contratti (+33,3%), il commercio con 570 (+18,7%) e, infine, i servizi alle persone (+13,3%). Lieve incremento anche per i nuovi contratti nell’industria manifatturiera e public utilities, con un totale di 1.380 (+4,5%).
Nel 28% dei casi – rileva la Camera di Commercio – le entrate previste saranno stabili, cioè con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 72% dei casi saranno a termine (a tempo determinato o con altri contratti con durata predefinita).
I nuovi contratti interesseranno per una quota del 36% giovani con meno di trent’anni, per i quali è comunque richiesta, nel 61% dei casi, il possesso di esperienza professionale specifica o nello stesso settore.
Anche a novembre si riproporranno, comunque, le difficoltà delle imprese nel reperimento di alcune figure professionali, complessivamente in 55 casi su 100.

Nell’ambito dirigenziale e con elevata specializzazione tecnica, il reperimento di specialisti nelle scienze della vita è difficile nell’88,5% dei casi, lo è nell’88,2% dei casi per gli ingegneri, nell’ 83,3% per tecnici della salute, nel 78% dei casi per i tecnici della gestione dei processi produttivi di beni e servizi. Riguardo l’ambito degli impiegati e delle professioni commerciali e nei servizi, di difficile reperimento sono le figure professionali qualificate nei servizi sanitari e sociali nel 69,4% dei casi, gli esercenti e gli addetti nelle attività di ristorazione (48,5% dei casi), gli addetti alla segreteria ed agli affari generali (45,2% dei casi) e gli operatori della cura estetica (43,8% dei casi). Nel segmento degli operai specializzati le difficoltà si scontano soprattutto nella ricerca di operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici (87,8%), di operai specializzati nelle macchine automatiche per lavorazioni metalliche (87,5%), di operai meccanici, montatori, riparatori, manutentori macchine (69,7% dei casi) e di fonditori, saldatori, lattonieri, montatori di carpenteria metallica (68,9%).






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