La decisione è stata assunta, in modo unanimemente condiviso, lunedì pomeriggio nel corso del Consiglio di Amministrazione del Teatro, alla presenza dello stesso Ovadia, che ha dichiarato: «Il mio ruolo al Teatro “Abbado”, anche sotto il profilo formale, è quello di prestatore d’opera, in relazione alle funzioni di direttore. Quanto ho dichiarato è una manifestazione del pensiero, a titolo del tutto personale e fuori da tali funzioni. Se per qualche tempo ho pensato a un passo indietro era solo per non trascinare il teatro nelle polemiche, anche e soprattutto a tutela dei lavoratori. Per questa ragione avevo momentaneamente annunciato le dimissioni, riservandomi eventualmente di formalizzarle più avanti. Oggi tutto è stato chiarito e, preso atto che il CDA non richiede le mie dimissioni, sussiste ancora il clima di fiducia che ci consente di proseguire con serenità nel lavoro svolto. Sono felice di continuare la mia esperienza a Ferrara. Sono contento e onorato di essere qui».
«Con la delibera di oggi (lunedì, ndr) – ha detto il vicepresidente Carlo Bergamasco, facendosi anche portavoce del presidente Michele Placido, impossibilitato per ragioni professionali – vogliamo rimarcare e sancire due principi a nostro avviso ineludibili: il primo è che mai invocheremo le dimissioni per idee espresse a titolo personale e fuori dalle funzioni, per quanto tali idee siano da noi assolutamente non condivise, il secondo è che la figura del direttore si valuta per i risultati realizzati a teatro. Risultati che sono ottimi, quindi ci sono tutte le condizioni per proseguire nella continuità di un grande lavoro svolto».






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