Al gruppo di insegnanti, educatori ed educatrici delle scuole ebraiche nordamericane e israeliane atteso al Centro internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia dall’11 al 16 ottobre – che, come sottolinea Reggio Children, “partecipa a titolo personale” al percorso di formazione sul Reggio Emilia Approach – è stata richiesta, “in risposta alle preoccupazioni emerse in città”, un’ulteriore presa di distanza esplicita dalle politiche del governo di Israele guidato da Benjamin Netanyahu.
Lo ha reso noto la stessa Reggio Children a margine della presentazione della Carta “Per una educazione democratica e partecipata”, elaborata in oltre un anno di lavoro da Istituzione scuole e nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, Reggio Children e Fondazione Reggio Children.
Il testo chiede a partner, gruppi di studio e singole persone che entrano in contatto con il Reggio Emilia Approach di difendere i diritti umani, di contrastare ogni discriminazione (compresa quella per appartenenza religiosa e provenienza geografica), di ripudiare la guerra, di “condannare ogni forma di genocidio, crimine di diritto internazionale che, in tempo di pace come in tempo di guerra, gli Stati si impegnano a prevenire e a punire”, secondo gli articoli I e II della Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, e di condannare “ogni forma di militarizzazione delle scuole, di ogni ordine e grado e in ogni Paese”.La Carta, spiega Reggio Children, è rivolta a tutti coloro che, a diverso titolo, entrano in contatto con il sistema educativo reggiano, e a ciascuno di loro chiede un’assunzione di responsabilità condivisa; alla delegazione di scuole ebraiche, però, sarà richiesto un passo ulteriore.






Non ci sono commenti
Partecipa anche tu