Gustav Mahler è il protagonista del concerto di giovedì 1 giugno alle 20.30 all’Auditorium Manzoni per la stagione sinfonica del Teatro Comunale di Bologna.
Sul podio torna il direttore e compositore francese Frédéric Chaslin, volto noto al pubblico bolognese per avere diretto in più occasioni sia opere che concerti sinfonici.
Chaslin inoltre è ospite di compagini prestigiose come la Filarmonica della Scala, l’Orchestra della Rai e i Wiener Philharmoniker. Il programma della serata affianca la Sinfonia N. 4 in sol maggiore del compositore boemo al brano ‘Tema e variazioni su un tema della Terza Sinfonia di Gustav Mahler’ per trombone e orchestra, composto dallo stesso Chaslin.
Dopo aver diretto il celebre e monumentale brano mahleriano, Chaslin rimase colpito dall’assolo del trombone nel primo movimento, così nel 2019 decise di farne un pezzo dalla forma di un tema con undici variazioni che rappresentano, secondo quanto dichiarato dall’autore, “una sorta di viaggio nel tempo” nella vita di Mahler. Alla Polka iniziale seguono Infanzia. Danza boema, Lipsia Fuga, Jazz 1, Solo Mahler, Cauchemar, Eroica, Jazz 2, Dalla decima sinfonia incompiuta, Visione dell’al-di-là e Finale.
Il solista sarà Paolo Masi, primo trombone dell’Orchestra del Comunale, un artista che ha collaborato anche con orchestre come quella dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e del Teatro San Carlo di Napoli oltre ad aver suonato sotto la direzione, tra gli altri, di Riccardo Muti e Daniele Gatti. Per il suo ritorno sul podio dell’Orchestra bolognese, il parigino Chaslin affronta, poi, la più viennese e la più classica fra le sinfonie mahleriane: la Quarta, composta fra il 1892 e il 1900.
Ad interpretare il Lied del Finale, Das himmlische Leben (La vita celestiale) su versi tratti dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo) di Arnim e Brentano, è il soprano Erika Grimaldi, voce apprezzata su palcoscenici nazionali e internazionali, che ha debuttato nella stagione lirica del Comunale l’anno scorso nella parte di Maddalena di Coigny nell’Andrea Chénier di Giordano.






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