A metà gennaio il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia) ha annunciato la presentazione di una proposta di legge per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sulla violenza politica negli anni di piombo. Nel mirino dei lavori della commissione, secondo la ricostruzione del quotidiano La Repubblica, rientrerebbe anche la strage del 2 agosto 1980 alla stazione ferroviaria di Bologna, ipotesi che ha provocato immediatamente molte reazioni sotto le Due Torri.
“Le verità giudiziarie in un paese democratico si scrivono nei tribunali e attraverso le sentenze, che nel caso della strage di Bologna sono note da tempo”, ha detto il sindaco di Bologna Matteo Lepore: “Anzi, siamo alle prese proprio con le motivazioni dell’ultimo processo attorno ai mandanti e in attesa di nuovi processi dedicati a chi collaborò a organizzare, sostenere ed eseguire l’attentato terroristico più sanguinoso della storia italiana”.
Nella mattinata del 2 agosto 1980, alle 10.25, una bomba deflagrò in una sala d’aspetto della stazione ferroviaria del capoluogo dell’Emilia-Romagna, causando 85 vittime e il ferimento di oltre 200 persone.
“È con profonda preoccupazione – ha aggiunto Lepore – che chiedo a tutti i parlamentari eletti, di ogni schieramento, di assumere una posizione chiara e netta in merito. Dopo 42 anni di morte, sofferenze, depistaggi e fragorosi silenzi, commissioni stragi lunghe decenni e sentenze chiare, le vittime tanto quanto i loro familiari non si meritano che la politica cerchi nuovamente di entrare in un campo che non le compete, con pericolose e poco chiare intromissioni. La medaglia al valore civile consegnataci dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini mi impone oggi di intervenire”.
L’appello del sindaco è stato immediatamente raccolto dai deputati bolognesi del Partito Democratico Andrea De Maria e Virginio Merola: “Fratelli d’Italia non pensi, attraverso lo strumento di una commissione parlamentare, di riscrivere la storia degli anni tragici della strategia della tensione e del terrorismo. Ci sono sentenze e soprattutto ci sono processi in corso. Contrasteremo qualsiasi tentativo di ostacolare la ricerca della piena verità sugli intrecci tra apparati deviati dello Stato e terrorismo neofascista”.







Ultimi commenti
Abitando a Reggio Emilia , o come la chiamo io Peggio Emilia, condivido pienamente quanto scritto da Alberto Guarnieri. Complimenti anche per la prosa
Speriamo!
Non la conosco, ma quanto snobismo nelle sue parole... da vero provinciale. E insultare i morti, beh... Siamo provinciali, è vero, ma non fingiamo di […]
Dopo l' omaggio ad una certa albanese, il nostro vessillo finisce leggermente svalutato
ma come mai in tutte le foto i bambini sono caucasici ? Non e' neanche lontanamente la fotografia "reale" di Reggio e dell'Italia di oggi..... quando accompagno