Sabato primo ottobre a partire dalle 9.30 il Laboratorio Aperto dei chiostri di San Pietro di Reggio ospiterà il convegno dal titolo “Quale etica nel giornalismo digitale”, a cura del direttore di 24Emilia Nicola Fangareggi: interverranno anche la giornalista e sperimentatrice nel campo delle nuove tecnologie Elisa Alloro, il medico, psichiatra, psicoterapeuta, psicotraumatologo e criminologo Veniero Galvagni, la social media manager e project manager di Valori.it (testata giornalistica della Fondazione Finanza Etica) Claudia Vago e l’avvocata Celestina Tinelli.
L’incontro, aperto a tutti ma in particolare ai giornalisti (la partecipazione darà anche diritto a 5 crediti formativi deontologici), è promosso in collaborazione con il Comune di Reggio, la Fondazione giornalisti dell’Emilia-Romagna, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e il Consorzio Quarantacinque, con il sostegno di Croce Verde e Banca Centro Emilia.
L’appuntamento rientra tra le iniziative della cosiddetta “Reggio Emilia Experience” della XVI edizione del festival Il Rumore del Lutto, il progetto culturale nato nel 2007 da un’idea di Maria Angela Gelati e Marco Pipitone che ha l’ambizione di individuare uno spazio di dialogo e di riflessione sulla vita e sulla morte, attraverso il colloquio interdisciplinare e trasversale tra differenti ambiti.






Ultimi commenti
Dunque una celebrazione ufficiale ed aperta in settembre: quando i più o meno aficionados saranno rientrati e pronti ad accordarsi per il disco in arrivo.
il maghreb tutto ringrazia. dopo l’inaugurazione cercasi volontari ariani per farsi borseggiare, taglieggiare, picchiare in anteprima. seguira’ servizio compiacente su rete locale notariamente eco dell’
Proponiamo ai c.d. amministratori nostrani la riflessione alternativa: come sopravvivere in modo decente ad aggressioni e danni da maranza!?!
Purtroppo ha ragione su tutto il fronte...del porto degli imprevidenti/non amministratori locali.
Mah.. c’è chi riceve soldi dal comune e che fa opposizione perché non li riceve.. va a capir, in ogni caso la politica fa una