44 anni fa via Fani. Se oggi ci fosse Moro?

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di Pierluigi Castagnetti

E se ci fosse ancora Aldo Moro…

…sarebbe riuscito a evitare questa guerra, o a mettere in campo un’alta mediazione ?
È oggettivamente una domanda priva di senso.
Forse, considerato il precedente dell’incontro con Ho Chi Minh al tempo della guerra del Vietnam Nam, si sarebbe potuto dire solo di Giorgio La Pira, la cui santa ingenuità gli ha consentito più di una volta di cercare la pace, spes contra spem, oltre ogni limite di presunta razionalità.

Ma Moro no, era razionale, prudente, metodico, meticoloso e istituzionale come pochi altri. Eppure non timido e privo di intelligenza storica e persino di fantasia. Capiva che gli equilibri del mondo usciti da Yalta non sarebbero stati eterni, che la disponibilità dell’arma nucleare da parte di un numero crescente di potenze – anche regionali – avrebbe fatto “ballare il pianeta” in modo rischioso, tanto più ci si fosse allontanati dal giorno della sua invenzione. Per questo fu tra i protagonisti degli accordi di Helsinki (in modo particolare lui, presidente del Consiglio italiano, e il suo amico card. Silvestrini, Segretario di Stato “aggiunto” del Vaticano) che servirono molto a disincagliare positivamente il ruolo dell’URSS nel teatro mondiale.

Per questo organizzò una sorta di operazione a tenaglia assieme al suo amico Valdes, ministro degli Esteri del Cile di Frei, contro il Segretario di Stato americano Kissinger (che non glielo perdonerà mai) che sosteneva che la storia non la poteva fare il sud del mondo: “signor segretario di Stato la democrazia non è mai frutto di qualcuno che la fa e qualcun altro che la subisce”. Per questo sosteneva che la Pace è il frutto di relazioni di amicizia fra paesi che sono vicini e, per questo, rivendicava il diritto-dovere dell’Italia di avere relazioni amichevoli con tutti i paesi dei tre lati del Mediterraneo. E, per questo ancora, riteneva che il metodo nelle relazioni internazionali fosse quello del confronto e la procedura avrebbe dovuto essere quella della mediazione fra interessi concorrenti ma sempre componibili.

Forse Aldo Moro si sarebbe accorto per tempo del pericolo per il mondo intero del ruolo eccessivo lasciato alle sempre più numerose democrature, e avrebbe indotto l’Europa a giocare un ruolo di maggiore interdizione nei loro confronti, “fin che si era in tempo”.
Ma la storia non si fa con i “se” e con i “ma”, dunque, la domanda da cui siamo partiti confermo che non ha senso, se non in un contesto di gioco dialettico e del tutto astratto.
Lo affermo in questo giorno triste in cui, per la quarantatreesima volta (quarantaquattresimo anniversario) commemoriamo il giorno (16 marzo) della sua cattura da parte delle BR e, soprattutto, dell’assassinio dei cinque eroici agenti della sua scorta.

Anche quello fu, in modo diverso da questa guerra, un drammatico criminale tentativo di cambiare il corso della storia.



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