Continua la caccia all’assassino di Thabet Mohamed Alì, 18enne tunisino senza fissa dimora ucciso con una coltellata sulla banchina del primo binario della stazione ferroviaria di piazzale Marconi nella notte tra domenica e lunedì scorso. Le forze dell’ordine sarebbero oggi sulle tracce di un altro tunisino di 23 anni con diversi precedenti legati a spaccio e reati contro il patrimonio.
Il ricercato pare abitasse a Sassuolo, nel Modenese, ma poi per nascondersi da problemi che avrebbe avuto con la giustizia, ha cercato riparo negli anfratti reggiani del quartiere della stazione.
A innescare l’omicidio potrebbe essere stato un regolamento di conti legato a questioni di spaccio. Mentre appare ormai assodato che le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrano Thabet, poco prima dell’uccisione, mentre discute con il killer. Insieme all’assassino c’era anche un altro tunisino che non però ha preso parte all’omicidio.

Il 18enne Thabet Mohamed Alì è stato ucciso con un coltello da cucina che poi è stato recuperato dagli inquirenti in un bidone dell’immondizia fuori da un negozio in via Ceva.
Gli investigatori tramite i filmati estrapolati dalle telecamere di videosorveglianza ed attraverso i frame dei video sono riusciti a risalire al volto dell’omicida, identificato in un 23 enne tunisino senza fissa dimora, gravato da numerosi precedenti di polizia e gravitante tra il reggiano e il modenese.
Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico la Procura della Repubblica ha emesso un fermo. Le attività di ricerca dell’omicida sono state avviate a poche ore dal delitto e condotte da una task force di investigazione congiunta di carabinieri e polizia di Stato che sta progressivamente stringendo il cerchio attorno al fuggiasco.






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Tutto condivisibile, il suo commento, oltre alla serie di NO riferiti alle mega galattiche iniziative della maggioranza che deliziano noi Cittadini...
Avanti così, a stronzeggiare banalità tra ebeti di una parte e tonti dall'altra. Chissenefrega delle strade ridotte a colabrodo, dei marciapiedi impraticabili, del centro deserto
...“Essere il ‘popolo della legalità’ significa rappresentare le persone oneste”, aggiunge Cristian Paglialonga..." Quindi Delmastro e la Santanchè sono dei compagni?
sicuramente le nostre istituzioni dovrebbero reggere l'urto e far fronte a tutti gli svalvolati e fuori di testa, pardon....persone in stato di fragilita', che ci […]
Ovviamente sfrecciare in monopattino a filo del bordo della banchina ferroviaria....è prassi consolidata e consentita....