Zona stazione Reggio, la resa del Comitato IV Novembre: “Inascoltati per 13 anni”

quartiere stazione Reggio scritta capannone Reggiane – FM

Il Comitato IV Novembre, un gruppo di residenti che da oltre un decennio si batte per la sicurezza e contro il degrado della zona della stazione ferroviaria storica di Reggio Emilia, ha deciso di interrompere ogni attività.

La decisione, spiegano i componenti del comitato, “è maturata a seguito di oltre tredici anni di impegno, sensibilizzazione e denuncia delle problematiche che interessano la nostra zona, durante i quali abbiamo constatato come le nostre istanze nei confronti delle istituzioni locali siano rimaste inascoltate”.

Oggi, secondo il comitato, la situazione “risulta persino peggiorata rispetto a quando abbiamo iniziato; pertanto, riteniamo opportuno concludere il nostro operato, lasciando ad altri eventuali volenterosi l’onere di proseguire questo difficile percorso. Desideriamo ringraziare tutte le forze dell’ordine per l’impegno e l’abnegazione con cui svolgono quotidianamente il loro lavoro”.

Nessun ringraziamento, invece, per l’amministrazione comunale, anzi: “Rivolgiamo un appello al sindaco Massari e alla giunta, invitandoli ad avere una visione più ampia e lungimirante nella ricerca di soluzioni ai problemi che i cittadini affrontano ogni giorno, evitando di rimanere ancorati a ideologie e schemi del passato. Sarebbe auspicabile da parte loro invece una maggiore consapevolezza e senso di responsabilità istituzionale. Non devono fare della propaganda che non risolve niente o peggio fa solo più danni (vedi caso Paradise Street); devono farsi promotori di vera integrazione sociale invece che (come si azzarda ad affermare qualcuno) far dimenticare le radici sociali e culturali della nostra città”.

Per il Comitato IV Novembre sindaco e giunta comunale “non si rendono conto della responsabilità che hanno nel governo della città, che è sempre più allo sbando, ostaggio di disperati e di tossici”. Il comitato, poi, rivendica di aver “previsto che il cancro proveniente dalle ex Reggiane e dalla zona di via Turri sarebbe arrivato in zona stazione storica e poi si sarebbe esteso dalla stazione al centro e ai quartieri circostanti. Siate coraggiosi e orientate le vostre scelte al futuro dei nostri e vostri figli”.

Non manca un riferimento anche alla magistratura reggiana, invitata a “mantenere alta l’attenzione sulla zona della stazione storica di Reggio, alla luce della rilevante quantità di sostanze stupefacenti che circola ogni giorno nell’area. Come abbiamo ripetuto più volte nei nostri interventi, siamo convinti che la causa profonda del degrado della stazione sia la mafia e che vadano svolte indagini in quella direzione, nei contatti e negli agganci che la mafia può avere in città e, specificatamente, nella gestione del malaffare che a volte incontra la gente abbandonata sulla strada da una falsa gestione dell’immigrazione”.

“Ci sentiamo di ringraziare – conclude infine il comitato – gli organi di stampa e i giornalisti che ci sono stati vicini e ci hanno supportato nelle nostre battaglie sul degrado sociale, civile e umano della zona della stazione storica”.



Ci sono 4 commenti

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  1. Marcello

    Per poter portare mia figlia in treno sono dovuti esser presenti in 4 persone. Questo regime non ha mai guardato a chi abita.. Solo ai propri profitti. Sono anche finito nei guai, per aver reagito a determinati insulti verbali, in pieno giorno. Welcome back in Peggio Emilia. Grazie a tutti

    • Marco

      Siamo alle solite. Non solo Reggio è messa così. Chi ci governa oggi, ma anche ieri, è una vergogna. Forse è colpa di tutti, ma è una vergogna!


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