“Qui da ora spero nella mia libertà in autunno e le prossime generazioni potrebbero non sapere mai che qualcuno è stato in prigione per il suo attivismo”.
Lo ha detto Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’Università di Bologna rilasciato a dicembre dopo 22 mesi di detenzione in Egitto e ancora in attesa della fine del processo.

Zaki è intervenuto mandando un videomessaggio alla presentazione della donazione del suo ritratto, realizzato dall’artista Gianluca Costantini, alle collezioni del museo Mambo e alla città di Bologna. “Ma ciò che sta succedendo oggi è una prova fisica del mio viaggio, ma anche di come la magnifica comunità di Bologna è rimasta accanto a un uomo che aveva vissuto lì solo per qualche mese ma che crede che sia lì il suo posto. Sono la prova vivente – ha aggiunto Zaki – che la solidarietà può letteralmente salvare vite e grazie al lavoro di persone come voi qui oggi ogni persona che visita il museo conoscerà la mia storia e la storia del popolo caritatevole di Bologna che appartiene alla città. Credo fermamente che un singolo pezzo d’arte, una storia, può cambiare per sempre la vita di qualcuno. So che almeno il mio destino è cambiato grazie all’opera di artisti-attivisti, la lotta per i diritti umani ha bisogno di ogni talento, ogni persona singola può usare la propria passione per aiutare e contribuire”, ha concluso lo studente dell’Alma Mater.







Ultimi commenti
e se invece si trattasse della solita percezione ?
Concordo con tutti i commenti precedenti e ricordo che, stando a quanto riportato recentemente, soltanto dai parcheggi il Comune dovrebbe incassare 4 o 5 milioni […]
Suvvia, stava soltanto manifestando il suo disagio: forse ha bisogno di coccole. O di un boia?
Sono più di trent'anni che la lega è al governo o tra i cog... Non mi pare che abbiano conseguito straordinari risultati, nè in questa
Tutto giusto...la viabilità è insostenibile.....i monopattini ti sfrecciano a km esagerati sempre pen sare di sostare i Marciapiedi di via Gorizia per noi pedoni che