Vertenza Saga Coffee, firmato l’accordo per rilanciare il sito produttivo di Gaggio Montano

firma accordo Saga Coffee Gaggio Montano 2022

Venerdì 25 febbraio negli uffici della Regione Emilia-Romagna, al termine di una vertenza iniziata lo scorso novembre e durata quasi cento giorni, è stato firmato il verbale d’accordo definitivo per la salvaguardia dell’occupazione e il rilancio del sito produttivo della Saga Coffee, l’azienda di Gaggio Montano (sull’Appennino bolognese) in cui si realizzano macchine professionali da caffè per attività di ristorazione e bar.

L’accordo ha sancito il passaggio dell’azienda e di una parte della forza lavoro dal gruppo Evoca alla nuova società costituita dai due nuovi investitori, la Tecnostamp Triulzi di Carate Brianza e la Minifaber di Bergamo. La sottoscrizione dell’intesa, già approvata nei giorni scorsi dall’assemblea dei lavoratrici e delle lavoratori di Saga Coffee, è stata ufficializzata a Bologna tra la Regione Emilia-Romagna, la Città metropolitana di Bologna, il Comune di Gaggio Montano, Evoca Group, Tecnostamp Triulzi Group, Minifaber, Fim-Cisl, Fiom-Cgil ed Rsu.

Per quanto riguarda il piano industriale, da una parte Saga Coffee/gruppo Evoca e dall’altra gli investitori hanno definito termini e condizioni del progetto finalizzato alla riqualificazione industriale del sito produttivo emiliano e alla successiva cessione dello stesso, da effettuarsi dopo l’operazione di conferimento da parte di Saga Coffee (in una nuova società) del ramo d’azienda dedicato all’assemblaggio di macchine per il caffè a uso professionale e alla lavorazione di lamiera e verniciatura a polvere.

Nello specifico il piano della newco prevede, nel quadriennio 2022-2026, il potenziamento e la modernizzazione degli impianti di lavorazione della lamiera già esistenti; l’investimento in nuove tecnologie di trasformazione, come lo stampaggio di materie plastiche e di materiali compositi, con particolare attenzione alla sostenibilità; lo sviluppo di applicazioni in un’ottica di economia circolare; il passaggio del sito produttivo da una logica “captive” (solo macchine del caffè) a una logica “custom” (in grado di adattarsi a una varietà di settori di sbocco), per consentire agli investitori di assumere il ruolo di terzisti nei settori della plastica e della lamiera.

A livello occupazionale la nuova società riassorbirà 137 dei 196 dipendenti attuali di Saga Coffee, numero che salirebbe a quota 150 con l’eventuale ingresso di Invitalia nel capitale della costituenda società. L’attività di impresa, come è stato assicurato, avrà una continuità operativa non inferiore ai tre anni, calcolati a partire dalla data di inizio dell’operatività industriale.

Nei confronti del personale riassorbito da parte di Saga Coffee sono previsti incentivi economici variabili a seconda della tempistica del passaggio dei lavoratori e delle lavoratrici alla nuova società; sarà inoltre garantita una protezione sociale attraverso la cassa integrazione guadagni straordinaria, ammortizzatore sociale che decorrerà entro i primi dieci giorni di marzo e per almeno 12 mesi. Per attenuare gli effetti economici della Cigs, inoltre, durante tutto il periodo di durata della cassa integrazione Saga Coffee si è impegnata a erogare (senza distinzione tra full-time e part-time) un importo lordo di 20 euro per ogni giornata di sospensione.

Le parti hanno infine concordato di concludere con un accordo sindacale la procedura di riduzione del personale, per consentire l’uscita di lavoratori e lavoratrici non riassorbiti con criterio non oppositivo: Saga Coffee si è impegnata a riconoscere, per ogni cessazione del rapporto di lavoro, un incentivo articolato in base alle diverse categorie di destinatari (pensionamento, lavoratori e lavoratrici part-time e full-time, ricollocamento infra-gruppo).

“Abbiamo difeso il lavoro e la produzione in un’area della montagna bolognese che non poteva sopportare una cesura di tale portata, sociale ed economica”, hanno commentato il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore regionale allo sviluppo economico Vincenzo Colla dopo la firma.


“Quello raggiunto è il miglior risultato possibile e il punto dal quale ripartire. Un risultato che si deve all’impegno delle istituzioni e del territorio, ai nuovi investitori che hanno deciso di scommettere nella nostra terra, ma soprattutto allo straordinario senso di responsabilità e alla forza dimostrate in questi mesi dai lavoratori e dalle lavoratrici (con il loro ininterrotto presidio) e dai sindacati. Siamo all’inizio di un nuovo percorso, certamente lungo, che ci vedrà attenti affinché tutti gli impegni che ciascuno ha preso si realizzino”.

“Ringraziamo tutti i sottoscrittori”, hanno aggiunto Bonaccini e Colla: “Evoca che ha accompagnato il progetto industriale, Tecnostamp Triulzi e Minifaber per l’impegno nel progetto di sviluppo, le organizzazioni sindacali nella responsabilità e capacità di mediazione, ma in particolare, lo ribadiamo, le lavoratrici e i lavoratori con le loro iniziative democratiche, composte ma ferme nella volontà tornare ad avere un lavoro. La Regione si impegna con i propri strumenti, legislativi e operativi, a sostenere gli investitori nel loro piano. Questo sia per la parte di ricerca e sviluppo che per le applicazioni innovative e ambientali e le esigenze di formazione dei lavoratori. Allo stesso tempo si impegna ad accompagnare coloro che non troveranno posto nel nuovo progetto verso una possibile ricollocazione. Tutte azioni, queste, previste dal Patto per il lavoro e per il clima sottoscritto dalle forze sociali ed economiche emiliano-romagnole”.



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