Utero in affitto: presidio davanti a Regione

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Mentre infuria la bufera a Bologna dentro al Pd, diviso sul testo della legge contro l’omotransfobia che la Regione dovrebbe approvare a breve, (anche se oggi la discussione è stata rinviata sine die dopo che erano stati illustrati gli emendamenti) le associazioni si preparano a scendere in piazza contro l’annacquamento del pdl e il convegno del centrodestra, in concomitanza del quale è previsto un presidio in regione organizzato dal Bologna Pride. Appuntamento fissato per giovedì alle ore 17 in viale Aldo Moro, 50 “davanti alla sede della Regione Emilia Romagna – si legge nel comunicato – per contrastare le lobby cristiano integraliste che, con il supporto della Lega e dei cattolici integralisti presenti in altri partiti, mettono a repentaglio i diritti e i valori conquistati per una società laica, solidale dove il rispetto delle donne e delle persone Lgbtq è un aspetto fondamentale di ogni democrazia. Non ci fermeranno! Non ci fermeremo!”.

Un altro, invece, promosso da Non una di meno, avrà luogo in piazza del Nettuno a partire dalle 19 e sulla falsariga della grande manifestazione veronese si chiamerà Bologna città transfemminista.

Nel comunicato di Nudm ne sono così spiegate le motivazioni: «Non si tratta di un’iniziativa “democraticamente” innocua, anzi, il disegno politico che la sottende è repressivo, razzista e aggressivo: lo dimostrano gli atti intimidatori che la precedono, così come le proposte omolesbotransfobiche che da lì verranno fatte. Per questo non intendiamo affatto essere “accoglienti” o “dialogare”, come ha suggerito invece a mezzo stampa il sindaco di Bologna.

Articolo Uno aderisce. L’11 aprile sbarca a Bologna il manipolo italiano dell’Internazionale omofoba che si è svolta a Verona lo scorso 30 marzo, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la proposta di legge regionale contro le discriminazioni verso le persone Lgbtq in discussione in commissione Parità. Per questo Articolo Uno aderisce al presidio organizzato dal Bologna Pride che si terrà giovedì alle 17 in viale Aldo Moro 50 davanti alla sede della Regione.

Una manifestazione che non sarebbe stata necessaria se il Pd avesse approvato la legge a tempo debito, anziché sacrificarla a favore della sua “pace” interna con l’ala cattolica più conservatrice e avesse avuto il coraggio di mettere in minoranza, in Aula, chi nel partito era – e ancora oggi è – contrario o contraria a questo progetto di legge.

Un emendamento senza senso quello alla legge regionale “anti-omotransfobia”: un accordo tra consiglieri che prevede, attraverso un emendamento, la condanna della gestazione per altri accostando tale pratica alle violenze sessuali e agli abusi sui minori, emendamento presentato dai cattodem Paruolo e Boschini. Un emendamento distruttivo che dà segnali pessimi su questioni che nulla c’entrano con il progetto di legge in discussione. Tra l’altro in Italia la gestazione per altri è vietata: non c’è alcun motivo per proporre un emendamento di questo tipo.
La legge sull’omotransnegatività va approvata e non può essere rinviata, e non può essere oggetto di nessuna contrattazione politica.