Le ragazze morte domenica alla stazione di Riccione, travolte da un Frecciarossa, erano due sorelle di 15 e 17 anni che condividevano tutto, unite come raccontano i loro social, con i miti della loro generazione, le foto compulsivamente pubblicate per narrare la loro vita quotidiana: “Una sorella come migliore amica”, scriveva sulle storie di Instagram Giulia, 17 anni, la più grande, nei video pubblicati con Alessia, la più piccola, sempre insieme, nella vita e sui social.
Vivevano con i genitori ed una sorella più grande, Stefania. Giulia avrebbe compiuto 17 anni a settembre, Alessia la 15enne, frequentava il liceo artistico a Bologna, il ballo era una loro passione comune, ed erano già state varie volte nelle discoteche della Riviera, come questo ultimo sabato sera a Riccione.
Insieme facevano tutto: andare al mare o al ristorante, a giocare e scherzare, In un video si ritraggono in un momento di affettuosa quotidianità, mentre la piccola pettina la maggiore e con l’aria concentrata le liscia i capelli con la piastra.
Avevano entrambe la passione per la musica, il ballo e le discoteche – il racconto di chi le conosceva nella comunità di Castenaso – amavano forsennatamente la musica rap.
Giulia la maggiore, dopo essersi iscritta per il primo anno in un liceo a Bologna, aveva deciso di dedicarsi al corso di formazione per diventare parrucchiera, Alessia invece aveva la passione per il calcio.
Abitavano a Castenaso, paesino di 15mila anime a 15 minuti da Bologna, dove erano sembra molto conosciute, il papà lavorava con la sua azienda di trasporti e traslochi, una piccola impresa che funzionava. “È un grande dolore per tutta la comunità”, così il sindaco, Carlo Gubellini: “L’intera comunità di Castenaso si stringe attorno ai genitori, ai familiari, agli amici: Giulia e Alessia, che la terra vi sia lieve. Siete volate via troppo presto”.






Ultimi commenti
che in pratica nient'altro significa se non far pagare ai soliti noti (gia' abbondantemente vessati), costi che una massa di parassiti non puo' tirar fuori....
Già...Pantalon paga/il comune = pavone si fa bello con le piume nostre. Come sempre!
In realtà, direi che lo sciacallaggio è opera del c.d. centro sociale: privatizza gli introiti, tutti ad uso interno, mentre socializza le spese, scaricate sull'ignaro
però a dire certe baggianate una persona seria non sente un minimo di imbarazzo?
Cosa non sarebbe Reggio Emilia senza di lei. Futuro Sindaco ? Sindaca ? Sindac* ? o direttamente su uno scranno del Parlamento ?