Una settimana di eventi per i 25 anni della Casa Madonna dell’Uliveto di Albinea

madonna_uliveto

Nel 2026 la Casa Madonna dell’Uliveto – Hospice di Montericco di Albinea compie i suoi primi venticinque anni di servizio alla comunità reggiana, durante i quali ha assistito oltre 5.800 persone: coerentemente con il suo stile, poco votato alle autocelebrazioni, per sottolineare la ricorrenza è stato deciso di proporre alla città un ricco programma di iniziative culturali e artistiche dal titolo “In lontananza, le luci. Letture, laboratori, spettacoli per prenderci cura del nostro vivere e… morire”.

La maggior parte degli eventi si concentrerà nella settimana dal 20 al 26 marzo e avrà al centro, tra gli altri, la poesia di Franco Arminio e Mariangela Gualtieri, la musica degli otto violoncelli di Torino con il concerto “Six Breaths”, le lezioni magistrali di Guidalberto Bormolini, Ines Testoni e Davide Sisto, i workshop su albi illustrati e scrittura autobiografica. Nella logica di una territorialità diffusa, le iniziative saranno ospitate in vari comuni della provincia di Reggio.

Nel frattempo, già a gennaio prenderà il via la rassegna cinematografica itinerante “Aspettando In lontananza le luci”, con quattro proiezioni e, a seguire, dialoghi con esperti ed esperte. Il primo appuntamento è in programma giovedì 15 gennaio alle 21 al cinema Apollo di Albinea con “Perfect days” di Wim Wenders; gli appuntamenti successivi sono in calendario il 29 gennaio al cinema Boiardo di Scandiano, il 12 febbraio di nuovo al cinema Apollo di Albinea e il 24 febbraio al cinema Rosebud di Reggio.

Per la presidente e fondatrice della Casa Madonna dell’Uliveto Annamaria Marzi “sappiamo che è ancora lungo il cammino per dare spazio e dignità al tema della morte e della fragilità nei media, nel dibattito pubblico, nelle quotidiane conversazioni, in un modo che non sia stereotipato, morboso o superficiale. Questo programma vuole rappresentare un’opportunità di riflessione, dialogo, confronto tra esperti/e, artisti/e e cittadini/e per continuare a dirci che parlare della nostra mortalità non solo è necessario in quanto esperienza universale dell’umano, ma è altrettanto cruciale per non ‘vivere da morti’ ma con pienezza, gratitudine, profondità, senso. E prenderci cura del bene della vita, fino alla fine”.

“Ringraziamo tutti coloro che ci sostengono nella realizzazione di questa iniziativa, con cui festeggiamo una scommessa che possiamo dire riuscita”, ha aggiunto Marzi: “La Casa, primo hospice in Emilia-Romagna a gestione infermieristica, co-progettato con l’Ausl, è unanimemente riconosciuta per l’elevata qualità dell’assistenza offerta a malati con bisogni di cure palliative specialistiche e ai familiari, nonché per il grande impegno in progetti di formazione e sensibilizzazione rivolti a professionisti/e della cura, volontariato e cittadinanza. Due anime, assistenza e formazione, che si pongono l’obiettivo di umanizzazione delle cure, contrastando le derive di accanimento clinico della scienza medica e promuovendo, al contempo, appropriatezza delle scelte di cura e centralità della relazione di fiducia tra paziente ed équipe alla base dell’alleanza terapeutica”.

Sulla stessa linea il direttore dell’Ausl di Reggio Davide Fornaciari: “È il 25° compleanno di questa struttura, con cui siamo convenzionati come Asl fin dalla sua apertura, e questo testimonia come a Reggio siamo spesso pionieri e a volte visionari nell’erogazione di nuovi servizi alla nostra popolazione. Abbiamo rinnovato nel 2025, per cinque anni, la convenzione tra Asl e Madonna dell’Uliveto per la gestione dell’hospice, e pertanto la partnership è quanto mai salda e preziosa. Le cure palliative, oltre a essere un diritto per i cittadini, sono un approccio di cura che mette al centro la dignità della persona e il sostegno alle famiglie. La sfida è diffonderlo sempre di più anche a pazienti non oncologici”.

L’attività dell’hospice di Montericco, ha ricordato Fornaciari, “è integrata nell’attività della rete locale per le cure palliative dell’Ausl di Reggio nei nodi del domicilio del paziente, del presidio ospedaliero provinciale, dell’Hospice Area Nord e degli ambulatori di cure palliative al fine di consentire un’azione complessiva e coordinata. Oggi le motivazioni del nostro sostegno alla Casa sono, se possibile, ancora più forti di allora e l’attività imprescindibile all’interno della rete provinciale”.



Non ci sono commenti

Partecipa anche tu