Nino Nasi e il mondo della Libreria del Teatro

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Sono qui, in una bella giornata di sole, davanti alle vetrine quantistiche della Libreria del Teatro di Nino Nasi, «quarta persona singolare» (per citare il Ferlinghetti di “Little Boy”). Il motivo che mi ha spinto a uscire di casa, «in questi giorni tristi», è un’uscita editoriale che riporta questa “piccola città bastardo posto” al centro di una dimensione culturale che negli anni è andata un po’ smarrita. Ma, attenzione, non è un’operazione di dolce nostalgia dal sapore malinconico, di quanto erano d’oro i tempi che furono.

Pierluigi Tedeschi e Patrizia Nasi davanti alla Libreria del Teatro in via Crispi a Reggio Emilia (foto 1 e 2 di Riccardo Varini)

“Un salto da Nino” di Pierluigi Tedeschi (Consulta librieprogetti, 2021) è il tempo quadrimensionale (perdonatemi la licenza scientifica) di “Interstellar” che atterra in un mondo altro, il nostro di oggi. L’autore fa storia culturale e antropologica raccontando che cosa è stata la Libreria del Teatro di Nino Nasi dal 1960, quando l’ha rilevata da Nino Prandi, in poi, quando Reggio Emilia, sindaco Renzo Bonazzi, si è aperta alle culture “alternative” che percorrevano un mondo in subbuglio; il Pci reggiano pubblicava un periodico sui generis dal titolo “Reggio15”, “Musica e Realtà” avrebbe fatto da “colonna sonora” alla Reggio dei Settanta. E solo per citare alcuni dei tanti episodi del fermento politico-culturale che ha elettrizzato la fine degli anni Sessanta e buona parte dei Settanta del Novecento reggiano.

Tedeschi col suo ’“Abbecedario della Libreria del Teatro”, come recita il sottotitolo – del cui ordine alfabetico il lettore può, come suggerisce l’autore stesso nelle “Istruzioni per l’uso”, serenamente infischiarsene – ci offre uno spaccato culturale significativo della città: Descrive un luogo vivente, se si vuole di nicchia, che ben inquadra il personaggio di Nino Nasi e il mondo culturale (e, in una certa misura, anche politico) che ha raccolto intorno alla sua Libreria: di poeti, di scrittori, di intellettuali reggiani e non solo; di giovani desiderosi di conoscere sia le culture alternative, che scombussolavano il mondo dei “benpensanti” sia quelle politiche che volevano cambiarlo, il mondo. Nasi era allergico agli steccati di ogni genere e, così, nella vetrina della sua libreria si potevano trovare anche testi di “destra”. Chiude il volume una nota di Massimiliano Panarari. Un’ulteriore nota di merito va a Pierluigi Tedeschi perché ha compilato l’indice dei nomi. Bravo.

Il libraio Nino Nasi

“Un salto da Nino” è una lettura da scoprire, consigliata a tutti, ma soprattutto a chi è curioso di conoscere la storia culturale di Reggio Emilia, anche attraverso le voci di chi ha conosciuto Nino. Poi, sì, c’è anche spazio per la nostalgia, per chi era giovane allora e la Libreria del Teatro era il suo punto di riferimento. Anche oggi la libreria, gestita dalla figlia Patrizia, continua a essere punto di riferimento per tutti coloro che cercano le piccole case editrici e le pubblicazioni locali o periodici come “il Vernacoliere”. Ma pure chi aderisce al Partito comunista internazionale: alla Libreria del Teatro, può trovare il suo periodico: “Il partito comunista”.

(Pierluigi Tedeschi, Un salto da Nino. Abbecedario della Libreria del Teatro, Consulta Librieprogetti, 2021, pp. 240, 15 euro recensione di Glauco Bertani).

Si ringrazia la Libreria del Teatro, via Crispi 6, Reggio Emilia.

I nostri voti


Stile narrativo
7
Tematica
8
Potenzialità di mercato
6




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